«Scusi, deve indossare la mascherina». Controlli anche ai tavolini dell'aperitivo

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Egle Priolo
PERUGIA - L'ordinanza del sindaco Andrea Romizi parla chiaro: mascherina obbligatoria in centro (e a Fontivegge) dalle 17 di ogni pomeriggio. Anche nei festivi, ché mica il virus ha l'agendina con i turni di riposo. Un particolare che ieri pomeriggio pare sia sfuggito almeno alla metà di chi ha scelto l'acropoli per la passeggiata del 2 giugno: quasi una persona su 2 non indossava la mascherina.

Super lavoro, quindi, delle forze dell'ordine impiegate a costringere tutti a indossarle o a tirarle su, come negli anni Novanta si faceva a chi teneva il casco legato al gomito. Guardia di finanza, carabinieri (volontari compresi), polizia municipale e protezione civile hanno infatti passato il pomeriggio a fermare chi aveva abbandonato in borsa il dispositivo di protezione individuale, a suon di minacce di multe. Dislocati dai giardini Carducci a piazza IV Novembre, fino a piazza Danti. Carrarmatini del Risiko per la sicurezza di tutti, con tanto di infopoint all'ombra della Fontana maggiore che distribuiva informazioni e presidi.
L'invito senza possibilità di rifiuto, però, è stato rivolto anche a chi stava seduto ai tavolini dei bar a consumare l'aperitivo. E qui la situazione si è fatta più complicata, visto che in questo caso le linee guida dei decreti non prevedono l'obbligo della mascherina. E allora che si fa? I più impavidi hanno spiegato che bevendo vino e mangiando patatine era impossibile coprire la bocca. Altri, innervositi, hanno lasciato i tavolini senza neanche consumare. Per la frustrazione dei gestori che, in realtà, per primi si fanno portavoce delle ordinanze per evitare nuove chiusure, dopo essere riusciti a strappare tre ore alla movida dopo il primo stop alle 21 reso necessario dagli assembramenti di dieci giorni fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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