Perugia, Ikea rinuncia a Collestrada

Domenica 27 Gennaio 2019 di Luca Benedetti
Uno store dell'Ikea

PERUGIA  - Ikea non viene più. I rumor si rincorrono e gli spifferi che escono dal vertice di venerdì pomeriggio a palazzo dei Priori non sono contrastanti, ma giocano sulle sfumature. Che non sono dettagli da poco conto visto che ci sono in ballo 150 milioni di euro e mille posti di lavoro per la super Collestrada con dentro Ikea.
Il vertice con il sindaco Andrea Romizi, l’assessore all’Urbanistica Michele Fioroni, i dirigenti del Comune ed Eurocommercial (c’era Carlo Romagnoli) che di Collestrada è il proprietario, l’ha voluto proprio Ikea Italia con Luca Mancosu. Perché il riassetto del gigante del mobile svedese, compreso il vertice del management in Italia, porta a rivedere investimenti e strategie. E nel riassetto finisce anche la struttura di Collestrada, lo store che deve nascere nel 2022 all’interno della mega ristrutturazione del centro commerciale che porterà al raddoppio di Zara e allo sbarco di Primark.
Ikea rivede gli investimenti in Italia, è stato detto al sindaco Romizi e anche Perugia (ma, sembra, pure Verona) dovrà adeguarsi. Come? L’ipotesi inzuccherata è quella di una rivisitazione dello store, non più i 15mila metri quadrati e passa, ma forse una soluzione extralight. È stato portato, durante l’incontro a palazzo dei Priori, l’esempio dell’apertura dello store di Parigi da 5mila metri quadrati, ma non vuol dire che Ikea a Perugia sarà così. Perché c’è anche la possibilità (al di là dell’equilibrio sulle parole) che Ikea non sarà più. E che l’incontro di venerdì sia stato la prima mossa di una exit strategy che avrà una linea rossa insormontabile nella conferenza dei servizi quando Eurocommercial dovrà mettere sul piatto il progetto vero. Insomma, questione di un paio di mesi al massimo.
Eurocommercial, che ha in portafoglio Collestrada e costruisce l’ampliamento compreso quello dove dovrebbe (doveva) arrivare Ikea, ha alzato la posta. Con gli svedesi per la seconda volta lontano da Perugia (dopo lo stop a San Martino in Campo), il fondo immobiliare è pronto a coprire il buco mettendo sul piatto l’investimento totale da 140-150 milioni. Non solo. Nel progetto, a parità di metrature e cubature, ci sarebbero soluzioni commerciali in grado di non far perdere l’appeal della mega Collestrada nonostante l’assenza del cubo giallo e blu. Ecco cosa è stato spiegato a Romizi, Fioroni e i tecnici comunali nel vertice di venerdì pomeriggio. Cioè un piano B con gli svedesi che si defilano. Ikea aveva un’opzione da esercitare per la costruzione del polo di Collestrada con Eurocommercial, opzione scaduta il 31 dicembre. Opzione che avrebbe prorogato l’ipotesi investimento di altri sei mesi, cioè fino al 30 giugno. Certo, Ikea di passi in avanti rispetto a San Martino in Campo, ne ha fatti. Ora lo stop legato alle nuove politiche di gruppo che fa guardare gli svedesi più all’India che all’Italia dove gli indici di crescita per investimenti di quel tipo sono superiori. Ecco perché lo stop su Collestrada può essere visto già ora come un no definitivo. Come restano da valutare le mosse di Anas che ha cambiato, come Ikea, vertici e manager. Ma, al momento, sui lavori stradali a Collestrada, non sembrano esserci nuvole particolari all’orizzonte.
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