«Una coccinella pronta a spiccare il volo», l'ultimo saluto a Giorgia, morta mentre andava a scuola

I funerali di Giorgia Panciarola (foto UmbriaOn.it)
di Egle Priolo
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Venerdì 28 Maggio 2021, 08:56

MAGIONE - «Il figlio di uno, qui, è il figlio di tutti». E quindi anche il dolore per una perdita. Che diventa collettivo, che diventa lo strazio di tutti. E le parole di un'amica di famiglia, un bimbo stretto per mano e le lacrime ricacciate in gola, riassumono così la struggente sofferenza patita da un'intera comunità per la morte di Giorgia Panciarola, la diciannovenne deceduta mercoledì mattina nell'incidente lungo la strada per la scuola.

Era la sua prima volta in macchina da sola per andare a lezione, era felice, Giorgia. Ma il destino ha deciso di spegnerle il sorriso, lasciando che si schiantasse con violenza contro un albero in mezzo a una distesa di erba verde vista lago.
E ieri sono state centinaia le persone arrivate sul toppo di San Feliciano per salutarla l'ultima volta. Per stringere in un grande abbraccio papà Fabio e mamma Stefania, i nonni che tra le lacrime hanno trovato la forza di ringraziare tutti per la vicinanza a questa nipote così sfortunata. Era figlia unica, Giorgia. Capace di farsi amare e benvolere. Sempre un sorriso e tanta voglia di vivere, quella che a meno di vent'anni ti fa sentire invincibile. «Una trascinatrice, un punto di riferimento», l'ha ricordata un amico che ha preso la parola durante la cerimonia nella piccola chiesa in cima a San Feliciano. Un intervento commovente, pieno di ricordi e soprattutto di progetti, quelli che Giorgia aveva per dopo la maturità. «Ci mancherai tanto», ha concluso tra i singhiozzi di tutta la chiesa.
E poi l'amica che ha pianto per tutta la lettura dei suoi ricordi da bambina, quando ha conosciuto Giorgia e si sono legate per sempre. Fino alla perdita che «segna la vita mia e quella di chi ti voleva bene». «Eri una coccinella che stava per spiccare il volo», ha detto senza mai smettere di piangere, tanto da non riuscire a concludere il suo omaggio alla sua amica di sempre.
Una ragazza solare. Così l'hanno ricordata anche don Stefano e don Vincenzo, i parroci di Magione e di San Feliciano, che hanno provato ad alleviare con le parole un dolore che non finirà mai. Quello della famiglia, di una madre e di un padre la cui vita si è spezzata insieme a quella di Giorgia.
E poi gli amici, fuori. Assiepati davanti a entrambe le uscite della chiesa. A stringersi l'un l'altro e a farsi forza. A inzuppare maglie e mascherine, prima di sciogliersi nel lungo applauso al passaggio di quella bara bianca coperta di fiori bianchi. Mentre liberavano in cielo candidi palloncini che possano accarezzare quell'amica che non c'è più e strapparle un sorriso. L'unico con cui la ricorderanno per sempre.

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