Dà fuoco al palazzo con gli anziani in casa per le feste, i vicini la denunciano per strage

L'incendio nel palazzo a gennaio
di Egle Priolo
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Domenica 7 Marzo 2021, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 12:31

PERUGIA - Disturbi del sonno, ansia, tachicardia, grave inquietudine, paura, disturbi dell’umore, stress emotivo continuo. È quello che hanno patito i vicini di casa della 35enne accusata di essere la piromane di Fontivegge e arrestata il 5 gennaio dopo aver dato fuoco a un materasso nei garage del condominio. Lo stesso condominio che, con la querela dell'amministratore e di sette condomini, l'ha appena denunciata per strage, incendio e stalking condominiale.

Una storia incredibile quella che arriva da via Breve, zona Fonti di Veggio, che vede un intero palazzo terrorizzato dalla presenza della donna, accusata di aver dato fuoco, negli ultimi anni, a vari cassonetti ma anche ad auto parcheggiate. Un problema non solo per i suoi vicini, ma per tutto il quartiere, da via Canali a via Mario Angeloni fino a Case bruciate, che sembra finito da quando la donna è stata condotta in carcere dopo l'ultimo e grave episodio. Che i condomini, nelle 17 pagine di querela presentata con l'assistenza dell'avvocato Marco Brusco, raccontano così: «Il fuoco ed il denso fumo provocati dai materassi incendiati, ben presto invadevano la tromba delle scale impedendo, di fatto, sia l’accesso agli appartamenti che l’evacuazione degli stessi, provocando il panico fra le decine di persone che abitano nello stabile. Si pensi , fra l’altro, che molti dei condomini sono anziani e non autosufficienti di guisa che molti di essi sono stati assaliti da vero e proprio terrore. Per domare l’incendio e mettere in sicurezza lo stabile è stato necessario il tempestivo intervento di ben quattro squadre di vigili del fuoco le quali, fortunatamente, sono riuscite a spegnere l’incendio poco prima che le fiamme raggiungessero il vicino locale caldaia e le condutture del gas ad essa collegate. Inutile dire che l’esplosione della caldaia avrebbe causato una strage sia in danno dei condomini presenti che dei soggetti intervenuti (in primis i vigili del fuoco)». «Come può ben immaginarsi – proseguono - l’evento ha cagionato notevoli danni allo stabile e, soprattutto, ha fatto sprofondare in uno stato di profonda frustrazione e paura tutti i condomini i quali, ormai, si sentono costantemente in pericolo al solo pensiero che la signora possa essere scarcerata e tornare a vivere nel palazzo».
Una situazione che, secondo la denuncia dei vicini, è stata anticipata nei mesi precedenti da lanci di sedie e pure zerbini infuocati dalle finestre dell'appartamento in cui la donna abitava, «non si sa a che titolo», sottolineano i condomini che chiedono provvedimenti anche nei confronti dei proprietari e degli affittuari, destinatari di diverse diffide che però non avrebbero avuto alcun riscontro.
Da qui, oltre alle ipotesi di violenza privata, getto pericoloso di cose, molestie e minaccia, i condomini e l'amministratore hanno firmato la pesante denuncia che comprende l'accusa di strage per ottenere misure come il divieto di dimora e il divieto di avvicinamento, se e quando la custodia cautelare in carcere dovesse essere revocata. Una richiesta confortata dal fatto che la donna non è residente formalmente in via Breve né è titolare di alcun contratto di locazione. Per cui «appare ineludibile impedire non solo il ritorno nell’abitazione ma altresì di avvicinarsi ai luoghi immediatamente adiacenti al condominio stesso. Fra l’altro la predetta neppure svolge alcuna attività lavorativa nei paraggi del condominio di guisa che non esiste alcun motivo per cui debba far ritorno in quei luoghi, mettendo a repentaglio l’incolumità dei condomini (e non solo)».
Un caso davvero fuori dall'ordinario, che l'avvocato Brusco e i suoi assistiti promettono di portare fino in fondo. Per smettere di avere paura.

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