Perugia, in 200 messi in ginocchio dal fango. Chiesto lo stato d'emergenza. L'esperto: «Eventi così ogni 500 anni»

Perugia, in 200 messi in ginocchio dal fango. Chiesto lo stato d'emergenza. L'esperto: «Eventi così ogni 500 anni»
di Luca Benedetti
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Giovedì 26 Agosto 2021, 10:52

PERUGIA Il camioncino della Gesenu è carico di tutto: seggiole, un armadietto, c’è un frigo. È carico di pezzi di vita di chi a Villa Pitignano ha visto il fango sfregiare le case, i negozi, le auto. C’è, in un garage, il Bmw con il cofano alzato e il fango nel motore. La Protezione civile spala il fango davanti al negozio della fioraia e dell’estetista. Tutti al lavoro e colpisce il silenzio muovendosi tra i paesi del fango. Si lavora a testa bassa, oggi arriveranno altri 50 rinforzi della Prociv. Intanto in duecento hanno bussato alla porta del Comune per segnalare i danni.
Il Comune chiederà(sta valutando la richiesta) lo stato di emergenza. Si è mosso il sindaco Andrea Romizi che ieri ha effettuato un sopralluogo con vertice a Villa Pitignano con l’assessore regionale alla Protezione civile, Enrico Melasecche. Con loro gli assessori Luca Merli e Otello Numerini.
«È presto per fare una stima dei danni», dice Roberto Chiesa dirigente della Prociv del Comune. «Ci sono -aggiunge-quelli che hanno subito i privati e quelli del patrimonio pubblico. Ci vorranno giorni per capire». Anche la scuola di Ponte Felcino ha il fango dentro agli scantinati. Hanno lavorato le idrovore dei vigili del fuoco.
Villa Pitignano è il simbolo di quello che è successo. O di quello che non è successo. «È stato un miracolo che nessuno si sia fatto male», dice Nicola Berni, dirigente della Regione che guida il Centro funzionale. Loro avevano mandato l’allerta meteo. «Ma non sappiamo in anticipo-spiega Berni- dove un evento di questi tipo, se si dovesse verificare, può colpire. L’ultima allerta al Comune l’abbiamo inviata una quarto d’ora rima. Le strumentazioni ci avevano avvertito». Cioè che in quell’area era in arrivo una bomba d’acqua. Intervenire? «Impossibile- dice Chiesa- dieci, quindici minuti sono un allerta più che brevissima. Quando va bene arrivare con i soccorsi nelle zone interessate in un lasso di tempo tra mezz’ora e un’ora è già un bel risultato».
I NUMERI
Sono arrivate a 200 le richieste di intervento arrivate ai numeri della Protezione Civile dai residenti di Villa Pitignano, Ponte Felcino, Ramazzano e Colombella, mentre continuano gli interventi del cantiere Comunale in collaborazione con i vigili del fuoco e i volontari di protezione Civile.
Ieri hanno lavorato più di 30 volontari della Protezione Civile comunale e regionale, in collaborazione con i vigili del fuoco, impegnati in supporto alla popolazione e ai commercianti per liberare negozi, garage e fondi dal fango e per rispondere alle numerose richieste di intervento dei cittadini in difficoltà nelle case. In mattinata c’erano ancora un ventina di interventi in coda per gli alberi pericolanti.
Diverse squadre di geometri e tecnici dell’ente sono impegnati nel ripristino di strade, fognature e verifiche generiche sul territorio. Continua il servizio di Gesenu per il ritiro dei rifiuti ingombranti non più utilizzabili in quanto danneggiati dall’acqua e dal fango, il ripristino dei contenitori e la pulizia delle strade.
Ieri sera verso le 19,15 ha riaperto la traffico il sottopassaggio di Villa Pitignano. Oltre a ripulirlo dal fango, c’era da far tornare funzionati le pompe per liberarlo dall’acqua in caso di emergenza. Ancora una notte fuori casa per le nove famiglie della palazzina sgomberata. Verifiche in corso sulle utenze per dare il via libera al rientro.

L'ESPERTO

«Un evento così ha tempi di ritorno di 500 anni. Giusto per far capire quello che è successo lunedì pomeriggio nella zona di Villa Pitignano. Siamo fuori da ogni statistica». Nicola Berni del Centro funzionale della Regione, fa i conti con i numeri. E spiega: «I pluviometri che abbiamo anche nella zona colpita e i dati del radar meteo ci hanno indicato come nell’area interessata, in due giorni, sono caduti 170millimetri di pioggia. Con una intensità di 50 millimetri in un quarto d’ora. Considerate che in un anno in quell’area possono cadere fino a 950 millimetri e in un mese piovoso, cioè novembre o dicembre, si arriva a 120. Bomba d’acqua? No, chiamiamola super cella temporalesca».

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