Perugia, l'Università sale sul palco del Morlacchi

Perugia, l'Università sale sul palco del Morlacchi
di Michele Bellucci
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Venerdì 11 Settembre 2020, 18:41 - Ultimo aggiornamento: 19:08

PERUGIA - Torna finalmente ad animarsi la stagione teatrale perugina, con l’ufficializzazione dell’avanprogramma presentato ieri mattina a Solomeo. Un anticipo di quella che, come sperano in tanti, sarà una vera e propria Stagione di prosa, ad oggi impossibile da organizzare tra le incertezze relative allo sviluppo della pandemia e l’impossibilità di ospitare più di 200 spettatori al Morlacchi. «L’idea è di inaugurare finalmente il nuovo Morlacchi in primavera - anticipa il presidente del Teatro Stabile dell’Umbria Brunello Cucinelli - questa è solo una minima ma interessante stagione teatrale». Un programma di quattro spettacoli oltre ad un progetto sui generis che andrà ad abbracciare alcuni dei luoghi culturali simbolo della città, svelati da un bel video con il direttore artistico Nino Marino a descrivere il programma come un vate che già vede il successo di questa coraggiosa ripartenza. Si inizierà dal 28 ottobre al 22 novembre con uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, Guerra e Pace di Lev Tolstoj nella riscrittura di Letizia Russo per la regia di Andrea Baracco. Uno spettacolo decisamente anomalo, con Stefano Fresi nei panni del protagonista, che vedrà gli attori occupare anche la platea (ovviamente senza sedie) mentre il pubblico osserverà dai palchi: «Accolgo questa sfida con enorme entusiasmo - dichiara Fresi attraverso il video - e speriamo di aver passato la guerra per entrare in un periodo di pace. Da metà settembre sino a fine novembre sarò perugino a tutti gli effetti, ho anche preso casa vicino al Morlacchi». Intanto prenderà vita anche il progetto collaterale sempre dedicato al romanzo di Tolstoj, Vorrei scrivere in tratti di fuoco, uno spettacolo non tradizionale che verrà presentato nelle principali sedi culturali di Perugia tra settembre e ottobre. Sarà lo stesso Baracco a condurre i giovani talenti del TSU Giordano Agrusta, Caroline Baglioni, Michele Balducci, Andrea Iarlori, Daphne Morelli e Ludovico Röhl, pronti a proporre delle “camere sonore” in otto diverse location cittadine tra cui il Museo civico di Palazzo della Penna, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, il Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia e l’Accademia Belle Arti. Poi a inizio dicembre l’atteso ritorno di Monica Guerritore con il suo Dall'inferno all'infinito (dal 4 al 9): «Parlerò con il pubblico e faremo insieme il viaggio con Dante - anticipa - proprio mentre lui scrive la sua opera. L’Umbria mi ha dato moltissimo e tornare spero sia foriero di cose bellissime». A chiudere questo assaggio di stagione sarà quindi la danza, con un nuovo spettacolo dedicato a Pina Bausch; venerdì 18 e sabato 19 dicembre Cristiana Morganti proporrà un’immersione nell’universo della grande ballerina e coreografa visto dalla prospettiva del danzatore, con Moving With Pina.

«Abbiamo immaginato in questo momento così particolare - chiarisce Nino Marino - a come salvaguardare il lavoro degli artisti, mantenere un livello alto e non perdere il lavoro dei nostri giovani attori. Questa è una Stagione che vede impegnati circa 100 professionisti, di cui il 40% sono umbri. La cosa da sottolineare è che si tratta di un progetto che unisce varie realtà, dato che anche Regione, Comune e Università degli Studi sono fortemente coinvolti. Questo ci ha permesso di guardare avanti con fiducia e ho sentito una grande voglia di partecipare. In questo momento lavorare al servizio degli artisti è una cosa davvero importante». L’occasione si è dimostrata perfetta per presentare anche le nuove produzioni del TSU, che debutteranno alla Biennale in programma la prossima settimana a Venezia: una rivisitazione de La città morta di D’Annunzio, lo studio firmato da Jacopo Gassmann Niente di me, La tragedia è finita, Platonov a firma dell’umbra Liv Ferracchiati. Poi saranno presto in scena anche Raffaello il figlio del vento di e con Matthias Martelli, il progetto Corale 2020 che nasce da un viaggio a piedi da Roma a Preci fatto lo scorso agosto, Per Aspera ad Astra, risultato di un bel progetto realizzato all’interno del carcere di Perugia-Capanne. Infine è stato presentato anche lo spettacolo che Antonio Latella allestirà al teatro Nuovo di Spoleto con Sonia Bergamasco che dichiara: «è una congiunzione magica tornare dopo 25 anni. All’epoca Antonio ed io eravamo insieme sul palco a fare Goldoni diretti da Massimo Castri. Ora torniamo con questo Chi ha paura di Virginia Woolf? con lui come regista».

Altra notizia è l’entrata ufficiale dell’Università degli Studi di Perugia come Socio sostenitore del Teatro Stabile dell’Umbria. «Sono contento che questo giovane - spiega Cucinelli rivolgendosi a Maurizio Oliviero - creda in questi nostri valori». La replica del Rettore è netta: «Dal primo giorno che ho assunto questo ruolo il mio desiderio era che tutta la comunità si appropriasse dell'orgoglio di avere un'eccellenza come la nostra Università. Questo è un momento straordinariamente importante, c’è una grande sinergia tra istituzioni e privati, stiamo lavorando gomito a gomito. Quando è arrivato l’invito ad essere partecipi della costruzione di una nuova visione culturale in Umbria, con una lettera firmata dal presidente del TSU, l’Ateneo ha accettato con grande onore». Presente anche l’assessore comunale alla cultura Leonardo Varasano: «Ci siamo visti di frequente con Nino in questa fase - rivela - e il suo claim "Una stagione da ricordare" esprime il senso di quello che si andrà a fare. Anticipo che, con un’iniziativa dei Lions patrocinata dal Comune, verranno raccolti fondi pagando simbolicamente i biglietti per quei posti che andranno lasciati vuoti; il ricavato servirà per sostenere i lavoratori dello spettacolo». Secondo l’assessore regionale Roberto Morroni «oggi l'Umbria lancia un'ulteriore segnale, ovvero che oltre ad essere bella e sicura è anche viva. La crisi sarà superata, certamente, quindi ora dobbiamo impegnarci al meglio per costruire una visione del futuro. In questi mesi c’è stato un grande gioco di squadra e sono convinto che convergere può dare all'Umbria una nuova prospettiva di rilancio».

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