Perugia, caccia ai complici del terrorista tedesco. Aspettava un amico per ripartire

Maximilian Eder
di Michele Milletti
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Venerdì 9 Dicembre 2022, 08:39

Caccia ai complici di Maximilian Eder, l’ex ufficiale delle forze speciali tedesche arrestato perché accusato di progettare un golpe assieme ad altre 24 persone. Caccia al connazionale che lo ha portato in auto da Ancona a Perugia e all’altro che sarebbe dovuto venire a prenderlo nell’albergo a Ponte San Giovanni in cui è stato arrestato mercoledì mattina dagli investigatori della digos, diretti da Gianfranco Leva.
Il 64enne si trova in carcere a Capanne, con gli uffici della questura al lavoro per rendere operativa la sua estradizione il più velocemente possibile in accordo con la polizia e l’autorità giudiziaria tedesca che attende l’ex colonnello per interrogarlo. È probabile come già dalla settimana prossima possa essere imbarcato in un volo per la Germania e consegnato alle autorità tedesche.
FIGURA CENTRALE
Perché la sua figura è considerata centrale, da investigatori e inquirenti, nel gruppo di 25 tra ex militari e militanti di estrema destra che stavano progettando l’assalto con uomini e armi al Parlamento tedesco. Un reclutatore, Eder, che si rifa al gruppo di estrema destra “Reichsburger” e che proprio a Perugia avrebbe continuato, nella settimana passata nell’albergo di Ponte San Giovanni, a lavorare non solo a livello di reclutamento di uomini e armi ma anche per fare proselitismo alla causa sovranista.
IL FARO DELLA PROCURA

E proprio su questi giorni perugini la procura di Perugia ha deciso di fare luce. L’Ufficio guidato da Raffaele Cantone vuole infatti chiarire i motivi per i quali si trovasse nel capoluogo umbro, se fosse di passaggio o dovesse incontrare qualcuno.L’ex tenente colonnello delle forze speciali militari tedesche, era arrivato in città dalla Croazia via Ancona come detto in auto accompagnato da un suo connazionale. Un altro connazionale, secondo quanto si apprende, sarebbe dovuto passarlo a prendere proprio a Ponte San Giovanni. Non si esclude che il blitz, dopo giorni di monitoraggio e osservazione sempre in costante coordinamento tra procura generale, gli uffici della questura diretti da Giuseppe Bellassai e l’autorità tedesca, sia scattato nel momento in cui si è avuta la percezione che Eder stesse per terminare il suo soggiorno perugino.
Di certo, l’interesse degli inquirenti perugini (che potrebbero mettersi in contatto con i colleghi tedeschi) è giustificato dal fatto che l’uomo si sia trattenuto a lungo in città, anche se non risultano incontri fisici con alcuna persona. Un’ipotesi potrebbe essere quella di aver individuato in Perugia e in particolare dalla zona di Ponte San Giovanni la possibilità di ripartire verso nord facendo per lunghi tratti strade meno controllate, come ad esempio la E45 rispetto alle autostrade, e magari poter arrivare attraverso la vecchia Romea e altre strade di fatto al confine con l’Austria (dove è stata arrestata un’altra persona del gruppo) senza lasciare troppe tracce del suo passaggio.

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