CORONAVIRUS

Parkinson e Covid: l'attività di volontariato di AParT e la ricerca sull'impatto del virus sui pazienti

Sabato 20 Giugno 2020 di Beatrice Martelli

TERNI        Durante il periodo del lockdown, particolarmente critico nella prima fase dell’emergenza Coronavirus, una considerevole parte delle energie sono state spese per tutelare i più fragili, non solo proteggendoli dal virus, ma anche dallo stravolgimento della quotidianità. Per i pazienti affetti da Parkinson, circa 1500 in città, un ruolo centrale è stato ricoperto dall’associazione Parkinson Terni, «A. Par. T.», che ogni giorno ha diffuso ai soci video con specifici esercizi fisici «per mantenere corpo e mente attivi». Determinante anche il contributo personale di Carlo Colosimo, direttore della struttura di Neurologia e Stroke Unit dell’ospedale di Terni e vicepresidente dell’associazione, disponibile a rispondere al telefono due volte alla settimana ai pazienti con necessità, finché non sono riprese le normali attività ambulatoriali. Colosimo, nel periodo di emergenza sanitaria, si è inoltre impegnato come coautore di un position paper internazionale per indagare l’impatto del Covid sui pazienti parkinsoniani e affetti da malattie correlate: dal documento emerge che non c’è un aumento del rischio di contrarre il virus, anzi, qualcuno potrebbe risultare più protetto per via dell’effetto antivirale di alcuni dei farmaci usati per contrastare la patologia. Adesso le attività ospedaliere stanno tornando a regime, e, per rispondere alle numerose richieste di visita, l’ambulatorio di Parkinson e disturbi del movimento, che si tiene ogni giovedì pomeriggio, è stato potenziato.

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