Parchi e mobilità dolce, la sfida di Perugia

Martedì 18 Febbraio 2020 di Fabio Nucci
PERUGIA - Non solo alberi sentinella del clima. La strategia verde di Perugia passa anche attraverso i suoi oltre 3 milioni di metri quadrati di parchi che fanno del capoluogo umbro uno dei più green d’Italia. Ma nella strategia che vede la città avvicinarsi alla candidatura di Capitale verde d’Europa 2022, la vera sfida si chiama mobilità dolce. Un mix di risorse comunali, statali ed europee, infatti, disegna una rete di percorsi ciclo-pedonali che attraversano il vasto territorio comunale, avvicinando anche il lago. Intanto, il Ministero dell’Ambiente ha finanziato con un milione di euro gli interventi del Comune destinati a implementare la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
Il primo tratto distintivo del capoluogo umbro resta il verde pubblico la cui consistenza è spiegata dal dato pro capite: 66,63 metri quadrati (mq) ad abitante. Della superficie totale di 11,152 milioni di mq, compresi boschi ed aree di forestazione urbana, 3,139 milioni sono occupati da aree verdi. Dal censimento del patrimonio arboreo cittadino, inoltre, risultano presenti circa 48mila alberi dislocati tra aree verdi e viali. «Sappiamo che bisogna fare sempre più e meglio – spiega Otello Numerini, assessore comunale all’Ambiente e Aree verdi – e che non basta la manutenzione, per la quale abbiamo rinnovato la delega ad Afor, ma occorre intercettare fondi per realizzare progetti». Tra questi, Adotta il verde e Futuro nel verde, volti a promuovere l’adozione degli spazi verdi da parte delle associazioni del territorio, portando i cittadini a controllare e vigilare i parchi, organizzando eventi. Una gestione culturale e sociale che mobilita 183 associazioni, affidatarie di 87 aree.
Quasi un milione di euro sono stati così indirizzati alla riqualificazione dei parchi cittadini. «Al Chico Mendez abbiamo raddoppiato la superficie, installato attrezzature e stiamo realizzando la casetta nel parco», spiega Numerini. «Pian di Massiano (il polmone di Perugia, ndr) è oggetto di una presenza giornaliera di operatori e in tre anni abbiamo speso circa 200mila euro, 70mila solo per risistemare il laghetto. Stessa cifra per via Cortonese». Altri fondi, oltre 630mila euro, sono state destinate al Bosco didattico e a interventi nelle frazioni, mentre dal bando periferie sono arrivati un milione 123mila euro per la ridefinizione del parco Vittime delle Foibe, nel quartiere Madonna Alta. Area che sarà attrezzata secondo le età dei frequentatori, con spazi per cani, una pista ciclo-pedonale e dove gli alberi malati abbattuti saranno riambientati. «Siamo anche consapevoli che la politica sul verde non può ridursi a una mera elencazione di progetti – aggiunge Numerini – per questo ci stiamo impegnando per una vera pianificazione che richiede esperienze e competenze e questo spiega la collaborazione costante e proficua con l’Università (vedi Life Clivut, ndr). Gli obiettivi sui quali dobbiamo lavorare ora sono il Piano e il Regolamento del verde che contiamo di completare nei prossimi mesi».
Un cambio di passo nella visione del “green deal” comunale arriva dall’attenzione rivolta alla mobilità alternativa. Da una parte il minimetro e i percorsi meccanizzati verso l’acropoli, dall’altra i percorsi ciclo-pedonali: una sfida all’orografia della città per avvicinare le periferie. Alla riqualificazione della pista del Tevere, da Villa Pitignano a Ponte San Giovanni, il cui progetto esecutivo è in corso, sono destinati 2 milioni di fondi europei. Col completamento dei lavori da parte di Afor, nei mesi scorsi è stato completato il collegamento “dolce” da Pian di Massiano al Trasimeno che per un tratto ripercorre il vecchio tracciato delle ferrovia Ellera-Chiusi. «L’intervento è incluso in un progetto complessivo di valorizzazione della zona sud del lago – spiega Vincenzo Piro, dirigente Area risorse ambientali e smart city – che per la parte esterna al Comune di Perugia (dopo Capanne) non è ancora stato finanziato». Grazie all’Agenda urbana, inoltre, circa 750mila euro serviranno a sistemare il collegamento ciclabile tra Pian di Massiano, Centova, San Sisto e l’ospedale.
Un reticolo di piste ciclabili per convincere i perugini a lasciare l’auto e prendere le due ruote ecologiche. Uno spirito che anima il provvedimento del Ministero che, finanziando progetti di mobilità sostenibile, punta a innescare pratiche virtuose per quegli spostamenti causa di congestionamenti del traffico urbano e degrado della qualità dell’aria. «Promuovendo e finanziando pratiche come l’uso della bicicletta, il bike sharing, il car pooling, la mobilità elettrica collettiva, l’introduzione di mobility manager nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende – osserva il ministro Sergio Costa – si punta a qualificare la cultura della mobilità, a migliorare la qualità della vita e dell’aria, riducendo le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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