Pagani, l'uomo pesce: "I miei record mondiali di apnea nascono a Terni"

Pagani, l'uomo pesce: "I miei record mondiali di apnea nascono a Terni"
di Paolo Grassi
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Giovedì 6 Gennaio 2022, 16:35

Fabrizio Pagani, 54 anni, di Terni. Ha scritto il suo nome nella storia mondiale dell'apnea subacquea, nella categoria disabili. Ma dopo l'ennesimo primato del mondo di categoria, centrato nel novembre 2021, ora guarda ai record in mare e alla profondità. Non si ferma più, "l'uomo pesce" umbro, disabile per colpa di un incidente stradale, che da anni inanella un record mondiale dietro l'altro nell’apnea subacquea in vasca. L’ultimo, a nel campionato italiano, a Lignano Sabbiadoro, nella dinamica con attrezzi (con una pinna) percorrendo 134,60 metri sotto’acqua, in 2 minuti e 22 secondi. "Questa misura - spiega lo stesso Pagani - mi permette di gareggiare pure coi normodotati, dove serve un minimo di 125 metri». Una tenacia così, crea curiosità. Non solo sui suoi record, ma su come nascono e dove nascono. Lui parte da lontano, "L'incidente - spiega - mi ha messo alla prova. Mi sono rimesso in gioco, andando a recuperare le capacità, fisiche e mentali. Mi sono domandato se i limiti fossero tali, o se fossero più che altro influenzati da una certa quotidianità. Mi sono dato un tempo". Da qui, anche il nome della società per la quale gareggia, che si chiama, per l'appunto, “Zero Limite”. Dallo sport, è ripartito. Prima risultati importanti a livello mondiale nei motori, specialità quad. Ma ha anche corso delle maratone. Fino all’apnea, dove sono arrivati i record del mondo. Il frutto di un grande lavoro. "Il periodo legato a covid e quarantene non mi aiutava. Soprattutto nella logistica. Ho trovato la possibilità di prepararmi alle piscine dello stadio, che permettevano di allenarsi ad atleti impegnati in ambito nazionale. Nell’apnea, gli spazi sono importanti. Ho bisogno di una corsia tutta per me per provare le immersioni". Un impegno costante, da compensare anche con la sua vita quotidiana. "Praticamente, ad oggi mi dedico principalmente all’apnea. Come se fosse un lavoro. Anche perché l’attività che svolgevo ha risentito molto della pandemia. Il tempo da dedicare è notevole e vincolato da orari precisi di disponibilità della vasca. La federazione mi supporta, ma io sono anche alla ricerca di sponsor che mi sostengano. Ho la disponibilità della vasca per un paio di ore al giorno. Nella fase senza gare si fa allenamento di mantenimento, provando tecnica e misure. Quando si avvicinano le competizioni, si passa ai test per allungare i massimali".  Lo segue il suo allenatore, il tecnico federale Daniele Capezzali. A supportarlo, i suoi compagni d’avventura, Dimitri Libriani, Marco Mannaioli e Maurizio Chiari. Poi, Mauro Esposito. Ora, via con la nuova scommessa, quella della profondità in mare:  "Se ne parlerebbe in estate. Per allenarmi ho bisogno di muovermi. Dovrei andare in Veneto, nella piscina più grande d’Europa, la Y40".

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