Orvieto, sette anni fa la grande alluvione. La sindaca Tardani: "Non possiamo dimenticare"

Martedì 12 Novembre 2019 di Monica Riccio
12 novembre 2012. Era un lunedì. La domenica precedente aveva piovuto molto. Sulla città di Orvieto, così come nella bassa Toscana e nell'alto Lazio, la pioggia non aveva cessato di cadere, con temporali forti, ma soprattutto con bombe d'acqua improvvise. La situazione peggiorò nella notte e le prime luci dell'alba mostrarono chiaro a tutti che il fiume Paglia, come già l'affluente Chiani aveva fatto nella notte, stava esondando. Da lì in poi Orvieto, in particolare Orvieto Scalo, cominciarono a vivere una lunghissima giornata fatta di paura, di acqua e fango, di cantine, negozi, uffici allegati, di gente disperata. Fu una prova difficilissima per la città, che fortunatamente non dovette piangere vittime, ma dovette far conto con attività invase dall'acqua e messe in ginocchio, case, condomini, vie, strade, persino la caserma dei Vigili del Fuoco e quella della Polizia Stradale chiuse per allagamento. E nei giorni a seguire grande fu la solidarietà di molti, di tutti, ragazzi e adulti insieme e spalare fango e svuotare cantine. Fino a che fu necessario. 

Nel settimo anniversario di quella pagina di storia orvietana, ha voluto parlare per tutti la sindaca Roberta Tardani, allora vicesindaco.

"La città di Orvieto si risvegliava attonita e impaurita. Ricordo che appena informata di quello che stava succedendo mi sono precipitata in Comune. Il sindaco Concina era sul posto e serviva qualcuno che fosse presente in sede per dare risposte ai cittadini. Ricordo lo sgomento e il senso di impotenza di quei primi momenti successivi al disastro. Per pura fortuna non abbiamo pianto vittime ma quella alluvione mise in ginocchio molte imprese della nostra città che malgrado tutto hanno avuto poi la forza di rimettersi in piedi. Scene alle quali ci auguriamo di non assistere più anche grazie agli interventi per la mitigazione del rischio che si sono realizzati in questi anni. Ma in quei giorni in cui una intera comunità è stata messa a dura prova non possiamo dimenticare lo spirito di solidarietà di un’intera città, la voglia di aiutarsi l’uno con l’altro. E ricordare che non serve che un fiume rompa gli argini per abbattere divisioni inutili."

  Ultimo aggiornamento: 20:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Sturni, Stefàno e Frongia: la corsa nel M5S che verrà

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma