Orvieto, il Pd si prende altri tre giorni per scegliere il candidato. E a sinistra arriva la "Banda dei Sette"

Sabato 23 Marzo 2019 di Vincenzo Carducci
Il segretario regionale del Pd, Giampiero Bocci
ORVIETO - Altri tre giorni per scegliere il candidato sindaco. Sarà riconvocata mercoledì prossimo la direzione comunale del Pd di Orvieto, una decisione presa al termine della riunione lampo che si è tenuta nel tardo pomeriggio di venerdì alla presenza del segretario regionale Giampiero Bocci davanti ai 48 membri aventi diritto. Praticamente un monologo per l'ex sottosegretario arrivato sulla Rupe per cercare di sbrogliare la matassa con il sindaco uscente Giuseppe Germani che si è pubblicamente autocandidato e un partito che, al netto dei circa cinquanta presenti all'assemblea degli iscritti di lunedì scorso autoconvocata dai circoli, non si è espresso ufficialmente ed anzi ha individuato nell'avvocato Massimo Morcella un'alternativa alla riconferma di Germani.

Bocci ha stigmatizzato l'iniziativa dei circoli in favore di Germani ricordando come all'interno del partito ci siano regole e prassi da seguire e ha fatto capire in maniera pacata ma decisa come il Pd, nella scelta dei candidati nei comuni in cui si va al voto da Foligno a Gubbio, si stia orientando verso personaggi della società civile capaci di allargare la coalizione anche sacrificando i propri portabandiera. Questo per ribadire che non esiste nessun "caso Orvieto" anche se poi ha ammesso, alla luce dello scontro in atto, di aver interessato direttamente Nicola Zingaretti di quanto sta avvenendo all'ombra del Duomo. Il segretario, del resto, ha ricordato - senza dare i numeri - il sondaggio fatto fare nelle scorse settimane su Orvieto che non ha dato risultati confortanti per il Pd e per Germani, il cui gradimento sarebbe sotto al 30% ma con il centrosinistra ampiamente sopra questa soglia. Nessun riferimento diretto al video pubblicato su Facebook dal primo cittadino nel quale, proprio alla vigilia della direzione, Germani ha confermato l'intenzione di ricandidarsi anche senza il Pd e il centrosinistra. Una mossa che il sindaco, presente alla riunione nella sede del circolo di Sferracavallo, non ha però ripetuto durante la discussione rimanendo in silenzio fino alla fine. 

LA BANDA DEI SETTE Nel frattempo a sinistra nasce la "Banda dei Sette", un «movimento politico di gente comune, creativa, progressista e solidale» ispirato dal consigliere comunale di Sinistra Italiana, Tiziano Rosati, che cinque anni fa sostenne Germani e che ora potrebbe invece mollarlo. «Siamo stufi di essere rappresentati dai soliti gruppi di potere locale - dicono - che siano partiti politici o gruppi economici rilevanti. Siamo stufi di assistere ad una sfilata di candidati che non sono mai accompagnati da programmi. Siamo stufi di vedere le nostre città, paralizzate da un teatrino politico imbarazzante. Siamo stufi di quegli amministratori che fanno i tecnici al posto dei politici e di tutti quei dirigenti che non vogliono prendersi nessuna responsabilità. La politica non deve essere intesa come sola amministrazione ma deve riscoprire il proprio ruolo di progettualità e decisionalità, slegata da interessi terzi. Ci sentiamo in dovere di ricostruire una rete, una connessione, in modo libero e aperto, iniziare un percorso nuovo, un movimento che ha fra gli obiettivi di proporre una candidatura a sindaco». Si parla insistentemente di una donna come possibile candidata anche se Rosati, dal suo profilo Facebook, resta abbottonato. «Non abbiamo partiti di riferimento e neanche un candidato sindaco di riferimento - scrive - abbiamo solo delle idee da portare avanti e saranno presentate nei prossimi giorni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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