Il museo nazionale di Villa Giulia e quello archeologico di Terni si stringono la mano: nasce il patto etrusco

Il museo nazionale di Villa Giulia e quello archeologico di Terni si stringono la mano: nasce il patto etrusco
di Aurora Provantini
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Domenica 22 Maggio 2022, 07:44

TERNI Largo agli etruschi. Con “Tular Rasnal”, tradotto “Confine d’Etruria” , il museo nazionale di Villa Giulia e l’archeologico di Terni si fondono. Stabilendo di estendersi l’uno nei confini dell’altro e facendo rete. Con una stretta di mano, avvenuta ieri al Caos tra il direttore del museo nazionale di Villa Giulia, Valentino Nizzo, e l’assessore alla cultura del Comune di Terni, Maurizio Cecconelli, si è di fatto messo in connessione il patrimonio culturale delle due comunità attraverso una convenzione. Che intende valorizzare il grande patrimonio archeologico custodito nel museo Claudia Giontella, con riferimento ai reperti esposti nella sezione umbra del museo della capitale. L’accordo era già stato recepito il mese scorso con una delibera di giunta proposta dall’assessore alla cultura Maurizio Cecconelli, che prevede uno sconto del 20 per cento sul biglietto d’ingresso nei due musei, per chi viene dall’una o dall’altra sede espositiva. Ma nei fatti lo storico e archeologo Nizzo, non era mai stato al Caos. «Sono arrivato da Roma in treno in un battibaleno – dichiara meravigliato – tanto che non sono riuscito neanche a finire di leggere il Messaggero di oggi. Credo che anche per questo facile collegamento, la convenzione possa funzionare. E poi, anche se dal sito e dalle schede, sapevo cosa avrei trovato qui, non immaginavo di rilevare tutta questa cura e rigore nell’esposizione e valorizzazione dei reperti». Nizzo, che ne ha visitati di musei nella sua vita, è sorpreso: «Le aree industriali si prestano ad essere sedi museali di pregio - dichiara - ma questa più di altre». Si riferisce all’Ex Siri. Raggiungibile in cinque minuti a piedi dalla stazione ferroviaria. «Anche il parcheggio del vicino supermercato, che in altre città sarebbe d’intralcio, consente di fermarsi senza costi aggiuntivi nel complesso del Caos. E questo è un bene». Ha occhio per queste cose. Entra in tutte le sale, sia del museo di arte contemporanea Aurelio De Felice, che del Giontella, rivolgendo domande alla responsabile Fulvia Pennetti, che anche se risponde a tutte sembra non “saziarlo”, tanto è curioso. All’archeologico, tra i vari reperti, nota una sepoltura che lega al vampirismo: «La studieremo, ne nascerà un convegno». Cecconelli già si predispone ad accogliere l’evento in autunno. «Anche il museo di Villa Giulia aprirà a mostre temporanee allestite con parti del nostro patrimonio» - segnala l’assessore. «No abbiamo grandi spazi disponibili - interviene Nizzo – ma quello che abbiamo lo mettiamo a disposizione di Terni». Una quantità considerevole di reperti custoditi nella capitale dell’acciaio è rappresentata dai corredi funerari recuperati con la scoperta delle tre grandi necropoli in area urbana: “delle Acciaierie” ( XI-VIII secolo a.C.), dell’ex “poligrafico Alterocca” (VIII-VII a.C.), di “San Pietro ” ( VII-VI secolo a.C.). Le tombe femminili hanno un corredo più ricco rispetto a quelle maschili, le prime comprendono ornamenti (anche fermagli e cinture), le seconde lance e spade. «Ritengo che questo gemellaggio sia molto importante – commenta Cecconelli – perché per la prima volta ci consentirà di sviluppare un rapporto costante e istituzionale con il museo nazionale di Villa Giulia, dove sono esposte cinque sepolture rinvenute a Terni. Auspico che dalla stretta di mano di questa mattina (ieri, ndr) possano nascere idee per iniziative capaci di valorizzare il nostro immenso patrimonio archeologico, e che sia solo l’inizio di un progetto più ampio».

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