COVID

Perugia, multe anti-Covid per il pranzo al ristorante. L'ultima scusa: «Andiamo dalla zia»

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Michele MIlletti
Sul muretto dei Giardini Carducci a Perugia nonostante il divieto

PERUGIA - Il pranzo della domenica al ristorante. Un bel modo di passareuna giornata inaspettatamente primaverile. Nel mondo che conoscevamo fino a un annofa al massimoavrebbe fatto notizia la giornata dalle temperature particolarmente miti, considerando la neve del fine settimana precedente. Oggi, invece, fa purtroppo notizia un ristorante con persone all’interno che mangiano, perché non è piùconsentito.

Succede a Perugia, nella zona tra via Settevalli e San Sisto. Siamo nel primo pomeriggio di domenica, quando nel ristorante si presentano una pattuglia della guardia di finanza e una della polizia locale. Il motivo è quello di verificare il rispetto delle norme anti covid, delle restrizioni individuate come necessarie per contrastare la diffusione del virus ma che stanno soffocando giorno dopo giorno intere categorie professionali e imprenditoriali, tra cui sicuramente quella della ristorazione e in particolare dei ristoratori. Perché fare il servizio d’asporto o di consegna a domicilio è un modo per tirare avanti, ma è fuor di dubbio che non può sostituire completamente il “core business” dell’andare a mangiare fuori. Restrizioni che, inevitabilmente, iniziano a pesare anche sulla psicologia e i comportamenti delle persone. Nonostante la stragrande maggioranza dei perugini, in città e in provincia, continui a rispettare le regole anche se è sempre più difficile farlo, ecco chi evidentemente non ce la fa più e per un momento torna alla vita normale. Alla vita prima del virus, alla vita in cui ci si poteva alzare una domenica mattina dal letto e decidere di andare a pranzo al ristorante. Questo quanto di fatto riscontrato dalle forze dell’ordine una volta messo piede all’interno del ristorante. E cioè, l’attività commerciale aperta e clienti all’interno. Se per quanto riguarda la prima parte è consentito, proprio perché è consentito in zona rossa comunque il servizio di asporto che di consegna a domicilio, la seconda parte è assolutamente vietata. Nonostante i ristoratori abbiano dovuto investire soldi mesi fa per seguire tutte le indicazioni volte a riaprire in sicurezza. Insomma, al loro ingresso nel ristorante finanzieri e agenti della polizia locale trovano alcuni clienti seduti al tavolo a mangiare. E scattano inevitabili le super multe. Quattro sanzioni e accertamenti per quanto riguarda i gestori del ristorante. Come accaduto nella serata di venerdì lungo via Settevalli, la segnalazione molto probabilmente è partita da qualche passante che ha allertato le pattuglie delle forze dell’ordine dopo essersi reso conto che all’interno dell’attività commerciale non venivano seguite le regole. Sempre nella giornata di ieri sono state elevate dagli agenti della polizia locale altre tre super multe nei confronti di altrettante persone che dopo essere state fermate per i controlli lungo la via Pievaiola hanno raccontato ai poliziotti di essere in auto per andare a trovare una zia. NUMERI E CAUSE DELLE MULTE Massima correttezza, nonostante le difficoltà sempre più forti per sostenere una situazione del genere. Lo raccontano i numeri dei controlli svolti dalle forze dell’ordine a Perugia e provincia sotto il coordinamento della prefettura. Facendo una somma degli ultimi dati resi disponibili a livello provinciale dalla prefettura, e cioè da domenica 14 a giovedì 18, parla di un’ottantina di multe su oltre 2800 controlli, una persona denunciata per aver violato la quarantena in stato di positività e 700 attività commerciali controllate senza sanzioni. A questi vanno aggiunte le sette super multe di ieri e le 19 a seguito del party di matrimonio scoperto venerdì pomeriggio in un appartamento a Fontivegge.

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