«Mi hanno sparato addosso a pochi metri da casa». Rabbia e paura a Perugia per i cacciatori fuorilegge

Il campo e la casa vicina al luogo di caccia
di Michele Milletti e Egle Priolo
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Giovedì 14 Ottobre 2021, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 07:05

PERUGIA - «Mi hanno sparato addosso, dietro casa, mentre ero a passeggiare con il cane. Altro che caccia, la licenza di demenza devono dare».

È arrabbiata Elena, giovane residente di Ponte Nuovo, nel comune di Deruta, che ieri pomeriggio si è vista quasi colpire dai pallettoni di un cacciatore evidentemente troppo vicino alle case. 
«Ero uscita intorno alle tre, come mi capita spesso nel pomeriggio, per far correre il mio cane nei campi intorno a casa – racconta al Messaggero -. A un certo punto ho sentito un botto provenire dall’unico cespuglio lì intorno. Mi sono girata con terrore: praticamente mi ha sparato di fianco. E ho visto un cacciatore, con la macchina poco distante, che aveva con sé addirittura due bambini, tra i sette e i dieci anni. Lì per lì, mi sono spaventata, soprattutto per il mio cane, e mi sono allontanata subito. Quando sono tornata, con il telefono in mano e con più calma, ho visto che auto e cacciatore non c’erano più, ma ho incontrato una signora che era stata terrorizzata per lo stesso motivo. “Ho avuto molta paura”, mi ha detto. E la capisco. Perché quella zona, con i campi dietro le fornaci, è una zona molto frequentata, ci va gente con i cani ma anche solo per camminare. Anche perché sono i campi proprio dietro un centro abitato, un piccolo borgo in mezzo al verde». 
«E non è la prima volta che accade – continua Elena -, lunedì ero a spasso con un’amica e abbiamo notato un cacciatore che si infrattava in mezzo al campo di tabacco. Compariva e scompariva tra le piante. Ma posso dire che in quel caso credo rispettasse il limite dei 150 metri dalle case: mercoledì invece, come dimostrano le foto che ho fatto, il cacciatore era a meno di 100 metri dalle due case che ci sono ai margini del campo». 
Il racconto di ieri di Elena si riferisce a un campo di girasoli tagliati, con le piante che possono servire al riparo di lepri e fagiani, evidentemente l’obiettivo del cacciatore. «Ma io ho paura per il mio cane – chiude Elena -, perché corre, magari chi ha il fucile in mano vede qualcosa di basso che si muove e spara. E soprattutto, nel bosco magari i proiettili possono finire contro gli alberi, ma in campi così aperti cosa può fermare una fucilata? Si può uscire di casa con questa paura?». 
La paura di Elena e della sua vicina, chiaramente, si riferisce ai furbetti che non rispettano le regole e i limiti di distanza e che i carabinieri forestali sono al lavoro per stanare in un contesto di tante segnalazioni che arrivano ogni settimana da quando si è aperta la caccia. Praticamente, secondo quanto si apprende, ai forestali ma anche al 112 arrivano oltre quaranta telefonate per segnalare spari fuorilegge, e cioè colpi di fucile da parte dei cacciatori esplosi non rispettando i 150 metri di distanza dalle abitazioni. Insomma, in una “normale” settimana di caccia, con cinque giorni su sette in cui si può sparare, sono in media duecento le segnalazioni e le richieste di intervento. Sempre secondo quanto si apprende, almeno la metà di queste segnalazioni sono corrette. Nel senso che effettivamente i carabinieri riscontrano queste irregolarità. Dall’apertura della caccia sono una decina i cacciatori scovati e multati.

L’INCONTRO CON IL QUESTORE 
Ieri intano Antonio Sbordone ha fatto visita alla caserma del Comando regione carabinieri forestali “Umbria”. A riceverlo il colonnello Gaetano Palescandolo che «in un clima di cordialità ha illustrato l’organizzazione dei carabinieri forestali in Umbria».

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