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Manifesto anti-aborto a Orvieto. Le reazioni, mozione Croce per la «diffida a diffondere il messaggio»

Manifesto anti-aborto a Orvieto. Le reazioni, mozione Croce per la «diffida a diffondere il messaggio»
di Monica Riccio
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Febbraio 2021, 12:01 - Ultimo aggiornamento: 12:08

«Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stopaborto». E' questa la scritta che campeggia sotto al volto di una donna sorridente in un maxi manifesto che in questi giorni sta girando tutta Orvieto grazie ad un camion vela appositamente noleggiato. A quanto si apprende il committente di questa iniziativa pubblicitaria/comunicativa sarebbe la Onlus Pro Vita. 

Contro questa pubblicità/comunicativa si è subito schierata l'associazione orvietana "L'albero di Antonia" che da sempre si occupa di tematiche legate alla donna, sia come centro antiviolenza che come luogo di ascolto, sotegno e confronto, oscurando la vela con i propri striscioni.

Sulla stessa lunghezza d'onda della protesta, la consigliera comunale Cristina Croce, ha presentato una mozione urgente in comune per la "Diffida per la cessazione della pubblicità lanciata da Pro Vita e Famiglia Onlus contro la pillola RU486." «Le frasi e le immagini riprodotte - spiega Croce nel documento, firmato anche da altri consiglieri di minoranza (Mescolini, Barbabella, Giovannini e Germani) diffondono concetti non corrispondenti alle evidenze scientifiche, creando distorsioni e disinformazione e, ciò che è più grave, tendono a colpevolizzare la donna infondendo un pericoloso senso di frustrazione e sono pertanto in palese contrasto con i principi del rispetto della dignità umana e della integrità della persona. Inoltre tali messaggi, per i motivi suddetti, rischiano di inficiare una conquista di civiltà continuamente minacciata, frutto dell’impegno di tante donne e uomini che da sempre difendono il diritto di autodeterminazione sancito dalla Costituzione.»

«Pur non necessitando la pubblicità “su vela” di una preventiva autorizzazione comunale - continua Croce nella mozione - è fuori di dubbio che la stessa non debba e non possa legittimamente porsi in contrasto con i principi di dignità e di rispetto della persona né in violazione dei regolamenti vigenti, pertanto si chiede l'impegno del consiglio comunale, della sindaca Tardani e della giunta a diffidare il gestore della pubblicità, al pari di quanto stanno facendo peraltro altri comuni, dal continuare a diffondere simili messaggi dando altresì mandato agli organi preposti di approfondire l’eventuale possibilità di applicazione di specifiche sanzioni; a farsi promotori di una o più giornate di studi ed approfondimento presso il Centro Studi Città di Orvieto, rivolto agli adolescenti, in collaborazione anche con le scuole del territorio, sui temi legati in genera-le alla tutela della salute ed all’importanza di una sessualità consapevole.»
 

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