Maltempo a Perugia, famiglie fuori casa e polemiche sulle manutenzioni. Le storie

Maltempo a Perugia, famiglie fuori casa e polemiche sulle manutenzioni. Le storie
di Egle Priolo
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Mercoledì 25 Agosto 2021, 07:30

PERUGIA - C'è chi ieri mattina si è alzato di buon ora ed è andato a comprare pale. Per sé e per i vicini. L'olio di gomito, invece, ce l'ha messo la volontà di non lasciarsi sopraffare da una tempesta di acqua e fango, come quella che lunedì ha devastato in poco tempo tutta la zona dei Ponti: Ponte Felcino, Villa Pitignano, Ramazzano, Bosco, Pianello, Ponte Valleceppi, Lidarno e Colombella.

Con la città spaccata in due: chi ha visto scarsi 15 minuti di pioggia estiva (domandando sui social «Ma quando è successo?» davanti a foto e video del disastro) e chi, come a Villa Pitignano, ha visto trasformarsi in torrente la strada in prossimità della rotonda tra le scuole. E mentre si contano i danni anche al Trasimeno e soprattutto a Passignano - colpiti da un violento downburst, una bomba, una cascata d'aria e pioggia che ha scoperchiato tetti e atterrato alberi -, i danni peggiori nel Perugino si sono avuti proprio a Villa Pitignano: nove famiglie sono state evacuate da una palazzina. Sette hanno trovato un'autonoma sistemazione, mentre due sono state accolte, grazie all'intervento del Comune, in un albergo. 
La conta dei danni e il punto della situazione è stato fatto ieri in due riunioni del Coc, il Centro operativo comunale, che ha ricevuto 120 richieste di intervento: sono state prima di tutto predisposte ulteriori squadre di tecnici da impegnare nei sopralluoghi di fossi e frane, una per la pulizia delle strade, una per la verifica delle infrastrutture e delle linee elettriche, una per le ordinanze contenibili e urgenti. Smottamenti sono stati registrati nelle aree di Pianello, Ripa e Piccione, ma senza particolari criticità. Quasi tutte le strade sono percorribili, grazie all'impegno dei vigili del fuoco nella rimozione del fango e degli alberi caduti, a eccezione della strada Ponte Felcino - Ponte Pattoli, che resta chiusa nel tratto tra Ponte Pattoli e Villa Pitignano, mentre sono state riaperte via Casciolana e via della Ghisa. Il sottopasso di Villa Pitignano verrà riaperto oggi, mentre si effettueranno le prime verifiche tecniche al fabbricato evacuato. Da oggi verrà anche potenziato il servizio di Gesenu per il ripristino dei contenitori, la pulizia delle strade e il servizio di smaltimento dei rifiuti ingombranti.

LA SOLIDARIETÀ
Da lunedì sera a tutto ieri, sono state sì le ore della paura ma anche della solidarietà. Con chi ha chiesto, si è proposto, è andato ai Ponti a dare una mano, secchi, pale e scope di saggina. Con le polemiche sulla presenza o meno dall'amministrazione comunale tra i volontari subito spente da chi ha sottolineato, per esempio, come il sindaco Andrea Romizi sia «stato il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via».
E se a Ponte San Giovanni c'è chi ha festeggiato comunque il ritorno della pioggia («Finalmente è tornato il Tevere»), danni notevoli sono stati rilevati anche a Ponte Felcino: qui la proloco La Felciniana stava lavorando per la Grigliata sotto le stelle del prossimo sabato. «E che dire, ci proveremo ma sarà dura», annunciava ieri mattina un post su Facebook con le foto del disastro di fango. «Tornare a casa (a fatica) e avere paura. Ma stiamo bene in salute, ed è tutto. Oggi siamo a terra, ma come sempre sapremo rialzarci. Con l’aiuto di tutti. Grazie a chi vorrà rimboccarsi le maniche con noi», così ha scritto Fabrizio Manis. C'è chi chiede se «gli animali stanno bene» e chi commenta con sollievo come «per fortuna i bambini che si trovavano lì per il centro estivo sono riusciti ad uscire prima». 
«Sembra un film», il commento inquieto di chi – sono stati migliaia – ha condiviso il video della violenza dell'acqua per le strade, che ha spazzato via tutto quanto ha trovato in un alveo improvvisato dalla furia della tempesta. Siano state le forazze, i tombini, la manutenzione leggera, di certo mesi di siccità, con la terra arsa dal sole e talmente dura da non assorbire nulla non hanno aiutato a contenere la devastazione. Una terra «che l'acqua la risputa, la rimbalza e ce la getta addosso», ha descritto perfettamente Irene, bloccata con il figlio prima di arrivare a Bosco da una telefonata allarmata del marito.
Non è tempo di polemiche, ma di solidarietà. Di soluzioni, responsabilità e un'attenzione nuova ai cambiamenti climatici. 
Intanto si muove anche la politica, con il consigliere regionale Vincenzo Bianconi che chiede alla Regione  «aiuti straordinari da mettere in campo affinchè si possa dare ristoro a privati e aziende che hanno subito danni ingenti». Mentre i gruppi consiliari del Partito democratico, Rete civica Giubilei e Idee Persone Perugia, si uniscono «alla richiesta della minoranza del consiglio regionale, per un fondo che possa coprire i danni provocati dal maltempo». Insieme alla richiesta al sindaco, dopo la stoccata sull'eliminazione dei presidi territoriali e le mancate manutenzioni («bocciate» in consiglio), di «un rafforzamento del “Cantiere comunale”, con più investimenti in mezzi e assunzioni e più controlli del territorio».

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