Lucia morta in Giordania, attesa per il rientro delle amiche

Cristina e Marta
di Egle Priolo
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Martedì 19 Aprile 2022, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 08:32

PERUGIA - Sessantamila euro per Cristina e Marta. Sessantamila euro per aiutare i loro genitori partiti per la Giordania dove sono ricoverate dopo l'incidente stradale in cui la scorsa settimana ha perso la vita Lucia Menghini, la 31enne medico anestesista tirocinante di Foligno.La vettura su cui viaggiava insieme alle due amiche perugine Marta Orsini e Cristina de Propris, ricoverate in gravi condizioni all’ospedale di Amman, ha subito un tamponamento dell'auto presa a noleggio da parte di un grosso furgone nella zona di Aqaba. Lucia è morta sul colpo, il conducente del furgone, arrestato: i familiari dell'uomo – che avrebbe avuto un malore - sono andati a chiedere in lacrime perdono ai parenti delle tre giovani.

Intanto in Umbria, se da subito Università degli studi e Azienda ospedaliera si sono subito attivate non solo per conoscere le condizioni delle due tirocinanti in Anestesia e supportare le famiglie, ma anche per valutare la possibilità di poterle curare in Italia, magari proprio a Perugia, i loro amici hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. «Ciao a tutti, siamo gli amici di Cristina e Marta: due ragazze specializzande in Anestesia, che hanno scelto di dedicarsi alla salute e alla cura degli altri – si legge sul sito -. La loro gran voglia di vivere è stata messa a dura prova da un brutto incidente in auto durante un viaggio in Giordania. Le condizioni cliniche di Cristina e Marta sono molto gravi. I familiari sono volati ad Amman per stare vicini alle ragazze. Vi chiediamo un aiuto per sostenere le famiglie delle ragazze per poter affrontare questo difficile momento. IT47G0200803033000106400085. Causale: Aiutiamo Cristina e Marta». Le due ragazze, infatti, sarebbero ancora intubate, per cui il ritorno per le cure in Italia avrebbe la necessità delle massime garanzie tecniche e sanitarie. Sono diverse le ipotesi riguardo il loro rientro in Italia: il più probabile è un volo con un aereo-ambulanza, per cui ci sarebbe già l'ok di palazzo Chigi. Da valutare anche l’ospedale scelto per curare le due amiche gravemente ferite nell’incidente: valutata anche l’ipotesi dell’intervento dei medici del Policlinico Gemelli, a Roma, e non solo di quelli del Santa Maria della misericordia.
L'attesa dovrebbe durare ancora al massimo un paio di giorni, visto che per il loro rientro si parlava della meta di questa settimana. E gli amici di Cristina e Marta, intanto, si danno da fare: dei sessantamila euro di obiettivo da raggiungere sono stati raccolti – a ieri sera – quasi quarantamila. Oltre ottocento sono stati i donatori, tra chi magari ha regalato solo cinque euro, comunque importanti, e chi è arrivato anche a mille o addirittura millecinquecento euro. Una gara di solidarietà per poter riabbracciare prima possibile Cristina e Marta e poterle curare il meglio possibile, dopo la tragedia che ha spezzato il sogno di una vacanza tanto attesa. Le loro foto postate sui social insieme a Lucia poco prima dell'incidente fanno letteralmente male al cuore: vedere quei sorrisi e quei salti in mezzo al deserto per raggiungere Petra, una delle meraviglie del mondo, e poi immaginare il dolore e quel fiore senza colpa strappato così giovane.
Ai funerali di Lucia, pur rispettando il volere della famiglia di un addio discreto e riservato, un'intera città si è stretta intorno ai genitori. A ricordarla con parole di affetto è stato don Giovanni Zampa nella chiesa di San Paolo apostolo, ma il commiato più dolce resta quello di un'amica: «Guardare il mondo con gli occhi di Lucia che danno gioia – ha detto - ci aiuti a vedere oltre questo vuoto».

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