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Lorenzo Barone, dopo la paura in Africa ecco l'abbraccio con Aygul

Lorenzo Barone, dopo la paura in Africa ecco l'abbraccio con Aygul
di Lorenzo Pulcioni
4 Minuti di Lettura
Martedì 14 Giugno 2022, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 18:26

Qualche giorno di sosta per sistemare la bici e riabbracciare la sua Aygul, uno sguardo al percorso e qualche 'piccola' modifica come ad esempio una deviazione inizialmente non prevista in Kazakistan. «Sono sempre stato affascinato dall'idea di attraversare la steppa sconfinata del Kazakistan, ho sempre pensato di farlo in pieno inverno ma ora ho l'opportunità di pedalarci in piena estate e sono sicuro che vivrò comunque un'esperienza unica». Lorenzo Barone è così, prendere o lasciare.

Il viaggiatore solitario di San Gemini, partito con la sua bicicletta il 24 febbraio da Città del Capo per risalire l'Africa e raggiungere Capo Dezhnev, in Russia, entro aprile 2023 ha deciso di aggiungere un nuovo paese al suo ambizioso progetto: «Dalle informazioni che ho non è possibile attraversare la frontiera tra Israele e Libano e nemmeno quella tra Siria e Turchia, oltre al rischio effettivo in Siria di lasciarci la pelle. Attraversando l'Africa sono già passato attraverso zone di guerra e dove il rischio di essere rapito o di ricevere una pallottola in testa era alto e ne sono successe di tutti i colori dall'arresto senza motivo in Etiopia alla fuga dalla polizia egiziana nella rete di sentieri agricoli vicino al Nilo. Ora voglio di pedalare in tranquillità».

Intanto, dopo 114 giorni in bicicletta e in solitaria ha potuto riabbracciare la moglie Aygul, conosciuta durante la precedente impresa della traversata invernale della Siberia: «Ci siamo ritrovati ad Antalya in Turchia. Staremo insieme una decina di giorni e poi il 22 o 23 giugno ripartirò in bici attraverso l'Asia. Sto finendo di sistemare l'equipaggiamento usurato dai 12.049 km in Africa e sostituendo varie componenti della bicicletta, poi torno in sella».

L'esperienza in Africa gli ha fatto provare emozioni contrastanti come mai gli era accaduto prima: «Quando sono partito non avevo idea di cosa avrei trovato lungo il percorso, l'Africa in generale era da sempre stata oscurata nella mia mente da un grande punto interrogativo e proprio per questo ne ero attratto. Nei paesi attraversati ho visto enormi differenze, sotto ogni punto di vista (culturale, religioso, ambientale ecc.) paese per paese ed in alcuni casi anche regione per regione o da città a città. Questo viaggio mi ha dato tanto e allo stesso tempo tolto tanto. A causa di varie situazioni che si presentavano passavo da momenti di gioia a momenti di sconforto in pochi minuti».

Un po' di numeri sulla prima parte dell'impresa completata da Lorenzo Barone

Distanza: 12.049km
Giorni totali della traversata: 106
Giorni nei quali ha pedalato: 91
Distanza media giornaliera totale: 113,6km
Distanza media dei giorni pedalati: 132,4km
Distanza massima in un giorno: 218,87 km
Distanza minima in un giorno: 22,4 km
Velocità media massima: 24,2 km/h (163 km)
Velocità media minima: 9,2 km/h (79km)
Velocità massima raggiunta: 76,4 km/h
Tempo massimo in movimento: 10h e 16 min
Dislivello massimo in un giorno: 2.649 mt
Passo di montagna più alto: 3.123 mt
Temperatura massima: +47°C
Temperatura minima: +11°C
Paesi attraversati: 10
Paese nel quale ha pedalato di più: Etiopia
Paese nel quale ha pedalato di meno: Uganda
Paese più pericoloso: Etiopia
Paese più tranquillo: Namibia
Peso corporeo perso: 10,4 kg

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