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Bufera Lega, la Peppucci lascia il gruppo in consiglio regionale. Attacchi e veleni. Tutti gli scenari

Francesca Peppucci ha lasciato la Lega
di Federico Fabrizi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Giugno 2022, 08:44

PERUGIA La Lega ha perso un consigliere regionale. Ieri mattina Francesca Peppucci – tuderte, 29 anni e 4887 preferenze raccolte due anni e mezzo fa - ha rassegnato le dimissioni dal gruppo del Carroccio. Appena due righe - “comunico la mia uscita dal gruppo consiliare Lega Umbria” - inviate poco prima dell’ora di pranzo al presidente dell’assemblea legislativa Marco Squarta e al segretario generale di Palazzo Cesaroni Juri Rosi, e la frittata è fatta.
Nel pomeriggio di lunedì, durante la riunione dello stato maggiore del partito “la ex” Peppucci e il segretario regionale del partito Virginio Caparvi se le erano dette a brutto muso (come raccontato ieri dal Messaggero) rinfacciandosi a vicenda la debacle di Todi. Era finita tra le urla. E quelle stesse accuse reciproche ieri sono state messe nero su bianco. Prima la nota di lei: «La goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai pieno è l’accusa che mi ha rivolto Caparvi di non aver messo la faccia alle comunali di Todi, quando per primo sa che la decisione di non candidarmi è stata una scelta ponderata legata alla mia condizione personale di salute...». Poi la replica di lui insieme al capogruppo in consiglio regionale Stefano Pastorelli: « Peppucci non ha lasciato oggi la Lega Umbria, ma lo ha fatto nel momento in cui ha smesso di sostenere il partito nelle sue iniziative e nelle sue battaglie, compresa quella di Todi».
Prima di diventare “fuoriuscita”, Francesca Peppucci aveva vestito i panni di enfant prodige: 11.400 preferenze raccolte alle Europee del maggio 2019 da ventiseienne consigliere comunale della città di Jacopone, quando il partito del Capitano volava oltre il 30 per cento e si preparava a conquistare Palazzo Donini. Ieri l’affondo: «Nel partito prevalgono arroganza, esclusione, personalismi». La replica: «Quello che viene chiamato allinearsi ai vertici regionali altro non è che il rispetto di una linea politica basata su valori e impegni presi con i cittadini».
Per ora Francesca Peppucci sarà al gruppo misto, restando nel centrodestra. Gli scommettitori si dividono su due opzioni: Fratelli d’Italia oppure quella Civitas guidata dal sindaco di Orvieto Roberta Tardani insieme all’assessore Paola Agabiti. Entrambe le soluzioni potrebbero determinare uno spostamento dell’asse della maggioranza a Palazzo Cesaroni. La giornata di ieri, però, ha squarciato il velo su un partito diviso, in difficoltà per risultati e tenuta. Il rischio che la faglia si allarghi c’é. La battaglia delle correnti si misura sulla corsa alle candidature al Parlamento: Virginio Caparvi in teoria col posto sicuro perché segretario regionale (per ora), Riccardo Marchetti, Luca Briziarelli, Valeria Alessandrini e l’incognita Stefano Candiani.
Ieri il carico lo ha messo Valerio Mancini tornando a riaprire la ferita del Pride Umbria patrocinato dalla giunta regionale contro il parere dei leghisti: «Se difendere la famiglia tradizionale significa meritarsi l’appellativo di medievale, allora sono fiero di esserlo», il messaggio fatto recapitare di sponda alla governatrice Tesei. Fin troppo facile l’assist offerto al centrosinistra: «La presidente Tesei è bloccata in una guerra di potere», hanno chiosato i capigruppo di opposizione in consiglio regionale.

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