Baristi, camerieri e addetti all'autolavaggio in nero e clandestini: Perugia, nei guai 40 imprenditori

Lunedì 24 Ottobre 2016
Baristi, camerieri e addetti all'autolavaggio in nero e clandestini: Perugia, nei guai 40 imprenditori

PERUGIA - Oltre 100 lavoratori (115 per l'esattezza) completamente “in nero ”e 49  irregolari individuati, oltre 40 i datori di lavoro sanzionati: sono i risultati dei controlli svolti dai reparti del Comando provinciale della guardia di finanza, diretto dal colonnello Dario Solombrino, nei primi nove mesi del 2016 per contrastare il fenomeno del lavoro nero e irregolare e che hanno riguardato varie tipologie di imprese.

Numerosi i casi eclatanti accertati. Si va dall’attività di ristorazione con sala da ballo, che risulta aver impiegato contemporaneamente 9 lavoratori in nero, a quella di un ristorante che impiegava la metà dei dipendenti in nero, a quella di un night club con 2 addetti al bar ed alla vigilanza e 6 barman senza alcun contratto di lavoro, oppure il caso di un ristorante/catering per eventi e banqueting per la cui attività si avvaleva della collaborazione di 43 lavoratori senza alcun contratto di lavoro e di altri 33 con contratto irregolare.

L'attività operativa delle fiamme gialle non punta soltanto al recupero delle imposte e dei contributi evasi ma, anche, ad individuare casi di sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Come nel caso di un controllo nei confronti di un autolavaggio del capoluogo, nel corso del quale è stato scoperto un lavoratore in nero sprovvisto di qualsivoglia documento utile all’identificazione. I successivi accertamenti hanno permesso di rilevare che si trattava di un minorenne, di nazionalità egiziana, che era entrato irregolarmente in Italia e si era allontanato volontariamente da un centro di accoglienza straordinaria per minorenni non accompagnati situato in Sicilia.

Nei confronti del datore di lavoro è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per aver occupato alle proprie dipendenze un lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno, con l’aggravante delle condizioni particolarmente degradanti in cui il minorenne e altri lavoratori prestavano la propria attività.

«Il contrasto all’economia sommersa, nella duplice forma dell’evasione totale e dello sfruttamento della manodopera irregolare o “in nero”, costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, anche a tutela delle imprese che operano nel rispetto della legge e che sono danneggiate dalla concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità» fanno sapere dal comando provinciale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA