Lanini Pink Terni: tre atlete di orgine straniere non possono disputare i playoff per un cavillo. La protesta della Società

Lanini Pink Terni: tre atlete di orgine straniere non possono disputare i playoff per un cavillo. La protesta della Società
di Riccardo Marcelli
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Lunedì 9 Maggio 2022, 16:37

TERNI - «E’ la giornata più triste, sportivamente parlando, in diciotto anni di storia». A parlare così è il presidente della Lanini Basket Massimiliano Porcu che pone alla ribalta un tema come quello della promozione sportiva nell’ambito di regole e integrazione. Tre cestiste di origine straniera che con la formazione dell’Under 15 avevano conquistato la possibilità di giocare i playoff dopo aver vinto la fase regionale, sono state estromesse perché secondo il regolamento avrebbero dovuto giocare almeno 14 partite. Causa il Covid non hanno raggiunto questa quota finendo con l’essere discriminate rispetto alle altre compagne di squadre. Estromesse.

Lo sport cerca di promuovere valori come solidarietà e integrazione. Poi ci sono le regole. Che vanno scritte affinché la macchina organizzativa possa mettersi in moto e andare avanti. A volte dovrebbero essere cambiate per far trionfare il buon senso che finirebbero con il confermare magari i valori del codice etico. Non nel caso della Lanini Pink basket, squadra femminile che ha vinto la fase regionale del campionato under 15, accedendo alla possibilità di disputare i playoff. 

In Umbria si è svolto un campionato Under 15 a 4 squadre e gli organizzatori si erano adoperati per programmare una doppia fase di andata e ritorno che insieme alle due gare di play off, avrebbero consentito alle atlete straniere di raggiungere le 14 gare minimo indispensabile per partecipare alla fase nazionale. A causa del Covid una fase è praticamente saltata riducendo le gare a 11 partite.  A questo punto la Lanini ha chiesto la deroga ma la Federazione ha negato la possibilità di schierare le ragazze per lo spareggio playoff cdi andata he si è tenuto ieri. Il ritorno ci sarà domenica prossima. La Fip, Federazione italiana pallacanestro, non ci ha concesso una proroga che onestamente ci era dovuta –prosegue il presidente Massimiliano Porcu- visto che i fatti sono evidenti agli occhi di tutti. Alice, Noemi e Sofia, sono tre ragazze nate in Italia, tesserate con noi da oltre tre anni, che si sono preparate con costanza, nonostante la pandemia sono rimaste a vivere lo sport del basket con noi, hanno vinto un campionato regionale e noi ci siamo vergognati, in primis come genitori e poi come dirigenti ed allenatori, a dirgli “tu gli spareggi non li puoi giocare”. Perché? “Perché il tuo campionato è fatto solo di quattro squadre e le partite non sono sufficienti. Sono stati calpestati i diritti di tre ragazze che vogliono giocare a basket. A Sofia, Noemi ed Alice mando un abbraccio e dico di avere pazienza perché nel mondo non ci sono solo persone poco illuminate e poco ragionevoli».

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