Perugia, ladri scatenati fuori dalle scuole: così in 30 secondi sparisce tutto dall'auto

Perugia, ladri scatenati fuori dalle scuole: così in 30 secondi sparisce tutto dall'auto
di Egle Priolo
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Venerdì 25 Novembre 2022, 07:26 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 08:15

PERUGIA - Mamme, papà e pure nonni: attenti quando andate a riprendere i bambini a scuola. I parcheggi fuori dagli istituti, infatti, ultimamente sembrano l'ultimo ritrovo dei ladri. Che usano le macchine in sosta come fossero il loro bancomat personale.

Nell'ultimo periodo sono state infatti diverse le segnalazioni di macchine forzate o di borse portate via nel giro di quei pochi minuti necessari per riabbracciare il proprio frugoletto dopo una giornata in classe. La scuole, se dell'infanzia per ovvi motivi ma anche di grado superiore, vogliono vedere in faccia chi riprende il bambino: questione di sicurezza. E i ladri proprio su questa necessità ragionano. Sanno che un genitore deve scendere dalla propria auto, avvicinarsi alla scuola e aspettare “il rilascio” del proprio figlio. Un'operazione solitamente veloce, in cui magari si lascia nella vettura il cellulare e quasi sempre la propria borsa o zaino: per riprendere un bambino, tra cartella, giubbino, magari sciarpa e cappello, servono le mani libere: una sicuramente è già impegnata da quella più piccolina da aiutare a camminare o ad attraversare la strada. E allora si parcheggia e ci si avvia più leggeri possibile.

Una modalità che i ladri – davvero scatenati ultimamente – hanno studiato a puntino: mirando le vittime, magari con il palo che segue il genitore con gli occhi fino al portone e un altro che forza finestrini e portiere. L'ultimo caso, arrivato fin sul tavolo dei carabinieri, è quello di una coppia di genitori con un bimbo iscritto in una scuola in centro storico. I due parcheggiano, insieme vanno a prendere il figlio, rientrano in macchina e vanno via. Ci hanno messo dieci minuti in tutto, ma solo perché il bambino ha voluto far merenda: erano comunque fuori dalla scuola, su una strada trafficata e poco distanti dalla vettura. Una volta arrivati quasi a casa si accorgono di un finestrino di poco fuori dal suo binario: capiscono subito. La mamma guarda dentro la borsa e grida un No, lungo e sconsolato. Non c'è più il portafogli e neanche un secondo borsellino, con le medicine di pronto utilizzo. Tornano a scuola, nessuno si è accorto di niente, cercano nei cespugli, si disperano, più per i documenti che per i quasi cento euro all'interno. Carabinieri, denuncia, rabbia. Il giorno dopo, la telefonata. Sono i carabinieri, ma di corso Cavour: una signora ha trovato portafogli e borsellino alla vicina fermata dell'autobus. Dentro ci sono tutti i documenti, bancomat e pure gli antistaminici. Mancano solo i soldi, ma la gioia è grande. Sia per la disponibilità dei carabinieri, che per la donna che ha pensato subito di portare in caserma il bottino abbandonato, che per gli stessi ladri, probabilmente tossicodipendenti ma molto lucidi durante il colpo, che hanno gettato il maltolto dove fosse possibile recuperarlo e con tutte le cose importanti al suo interno. Non certo che ci sia da ringraziarli ma - come commentato dalla vittima - «se l'avessero buttato nella spazzatura avrei speso molto di più a rifare tutto. Ma adesso ho imparato: in macchina non lascio più niente». Genitore avvisato, mezzo salvato.

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