Foligno, il racconto di Alessandra: «Io derubata di tutto in Madagascar, così la mia vacanza è diventata un incubo»

La vacanza in Madagascar diventa un incubo per una commerciante di Foligno
di Giovanni Camirri
3 Minuti di Lettura

Dove essere una vacanza nel segno del relax e del supporto ai bisognosi. E’ stato un incubo. Perché la villeggiatura stroncata, vissuta pochi giorni fa in Madagascar da Alessandra Tempesta, esercente del centro storico di Foligno, in provincia di Perugia. “Voglio ringraziare l’Italia, la mia famiglia - dice Tempesta - i carabinieri della Compagnia di Foligno e e il sindaco Stefano Zuccarini, per quanto hanno fatto dando un lieto fine, pur se segnato da una profonda amarezza e tanta rabbia, ad una vicenda nata come una vacanza e proseguita come un vero e proprio dramma”.ù

Ragazza stuprata in vacanza da 12 coetanei: orrore a Cipro, molti sono minorenni

Giovane si rompe due vertebre sullo scivolo al parco acquatico, rischia la paralisi a vita
 

IL PARTICOLARE
“Ero in vacanza con un gruppo di amici – prosegue l’esercente – e per alcuni giorni è andato tutto bene. Abbiamo fatto escursioni apprezzando contesti unici. Ci ha accompagnato una guida locale, un uomo gentilissimo, preparatissimo che ci ha fatto anche da interprete con la gente del posto. Abbiamo anche portato con noi – sottolinea – beni, tra abbigliamento e giochi per i bambini, che abbiamo donato ai più bisognosi. Un vero e proprio sogno che, velocemente, s’è trasformato in un incubo che sembrava senza fine. Abbiamo deciso, in una particolare giornata, di prenderci un momento di pausa e di fare i villeggianti in senso pieno. Così - prosegue il racconto - mentre eravamo all’isola di Nosy-Be, ed era il sesto giorno delle due settimane di permanenza, abbiamo deciso di fare un bagno in mare per poi tornare in spiaggia. Al ritorno a riva ho scoperto che mi era stato rubato tutto. Era sparito il mio borsello con tutti i documenti, le carte, il telefono cellulare, un i-phone x del valore di 1.500 euro e 600 euro in contanti. Ed è a questo punto che l’incubo è esploso in tutta la sua potenza. Mi trovavo senza più nulla in un paese straniero dove le comunicazioni non sono semplici. Così è stato attivato il Consolato e nel frattempo ho avvertito la mia famiglia. Dovevo avere, per poter lasciare il Madagascar, l’Etd (l’emergency travel document). Una sorta di permesso che mi avrebbe consentito la partenza. Purtroppo quel documento doveva attraversare, di fatto a mano, 600 chilometri- ricorda ancora – con tutti i rischi che ciò comporta. E’ scattata una sorta di azione internazionale tra Foligno e il Madagascar e alla fine, mentre ero rimasta sul posto di fatto da sola e senza sapere come potermi muove, tutto s’è risolto. Avevo addirittura fatto dei volantini attraverso i quali offrivo una ricompensa a chi mi avesse aiutato a recuperare ciò che mi era stato rubato. Ma non è servito a nulla, nonostante avessi denunciato l’accaduto. Un grazie immenso ai carabinieri di Foligno e al sindaco – conclude – per come, istituzionalmente, si sono mossi per cercare una soluzione”.

Venerdì 26 Luglio 2019, 14:14 - Ultimo aggiornamento: 21:19
© RIPRODUZIONE RISERVATA