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La Terni del calcio vicina al tecnico aggredito: "Nuova mentalità e regole ferree, allontanare i genitori che si comportano male"

La Terni del calcio vicina al tecnico aggredito: "Nuova mentalità e regole ferree, allontanare i genitori che si comportano male"
3 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Aprile 2022, 09:34

Taglio netto e drastico alla violenza nel calcio in campo e sugli spalti. C'è da cambiare una cultura, pur senza generalizzare. Creare la mentalità per isolare le intemperanze, pur considerando sempre importanti i ruoli dei genitori. A Terni, ecco come il mondo del calcio giovanile risponde alla vicenda di Francesco Latini, l'istruttore di della Nuova Accademia Terni aggredito dal padre di un calciatore della squadra avversaria in un torneo di ragazzi di 12 e 13 anni a Gabicce e finito in ospedale con il rischio, per fortuna sventato, di seri danni a un rene. A Latini, intanto, arriva anche la solidarietà della Ternana calcio. In generale, dalla Terni del pallone vicina alle attività giovanili sale l’idea che sia ora di cambiare le cose. "Abbiamo tanti ragazzi, tutti i giorni. Ci troviamo di fonte situazioni diverse. Ci sono ragazzi più o meno educati e genitori più o meno collaborativi. Noi cerchiamo sempre di far capire loro che non abbiamo bisogno di troppe interferenze dei genitori". A parlare è Maurizio Santini, presidente della Terni Est e che, a Gabicce, era vicino a Latini nel momento dell’aggressione. "Noi – prosegue – mandiamo messaggi in continuazione per far capire che ci si deve comportare bene. Quindi, rispetto dei ruoli. I genitori lascino i ragazzi tranquilli, affidati a tecnici, educatori e istruttori". Anche per Riccardo Zampagna, alla base deve esserci collaborazione, con le società a mettere subito le cose in chiaro. "Io – dice l’ex bomber di Ternana, Messina e Atalanta e oggi impegnato con la sua scuola calcio – nelle prime riunioni dell’anno con genitori e ragazzi chiedo subito la massima educazione in campo e sugli spalti. In ogni sport deve esserci prima di tutto rispetto. Poi, ognuno è responsabile delle sue azioni". Marcello Viali, allenatore, dice: "Servono regole ferree e punizioni esemplari. Devono partire dalle stesse società, ma anche la federazione deve fare il suo. Certe cose sono intollerabili. Per me, per esempio, dovrebbe essere vietato ai genitori di fermarsi agli allenamenti dei figli". Sandro Corsi, presidente dell’Olympia Thyrus San Valentino, la pensa così: "Cosa fare? Non è facile, dirlo. Ma non si deve etichettare tutto un movimento giovanile con queste cose. Sono in realtà solo episodi che avvengono nel calcio come in tutto. Ma non trovo giusto allontanare i ragazzi per le intemperanze dei genitori. Non possono pagare loro. Si allontani il genitore violento, non il figlio". Dallo sport provinciale, arriva il parere di Fabio Moscatelli, delegato Coni: "Quello che è successo a Latini – dice - mi ha scosso. Sono tecnico pure io, anche se di tennis. A me, in tanti anni, non è mai successo nulla di simile. Credo che i genitori abbiano un ruolo importante per l’educazione dei figli anche nella pratica dello sport. C’è da fare tutti insieme un percorso per far passare questo messaggio, creando una cultura secondo la quale lo sport non sia visto solo come competizione ma anche come veicolo di rispetto. Poi, purtroppo, i singoli casi ci sono. Sono quelli, che vanno isolati".

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