La piccola Teresa regala il suo peluche ai bimbi ucraini: «Stringetelo quando avete paura»

Don Vasyl e il regalo della piccola Teresa per i bambini ucraini
di Egle Priolo
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Sabato 5 Marzo 2022, 08:41 - Ultimo aggiornamento: 08:42

PERUGIA - Corsa contro il tempo per organizzare quella che vuole essere una Marcia della pace straordinaria, per manifestare la volontà collettiva di chiedere un cessate il fuoco in Ucraina. Un'idea nata all'ombra della basilica di San Francesco di Assisi durante la fiaccolata di mercoledì sera e benedetta dall'entusiasta partecipazione di chi non vuole tirarsi indietro. I bene informati parlano di un super lavoro in Comune per provare a organizzare nel più breve tempo possibile un evento per cui di solito serve un anno. Ma la voglia di una Perugia-Assisi per la pace è così forte, e sarebbe anche così simbolica, che di certo non mancherà lo slancio. Pronto a essere raccolto.

Come dimostrano infatti le iniziative che proseguono convinte in tutta la regione per aiutare e sostenere la popolazione ucraina, qui come in patria. A partire da Frate Indovino, realtà dell’Ordine dei Frati minori cappuccini, che apre le porte del Rifugio Francescano di Perugia, in collaborazione con la Caritas di don Marco Briziarelli, per restare «al fianco di chi soffre». «Anche qui a Perugia - spiegano - vogliamo adoperarci per testimoniare con l’accoglienza di chi fugge dalla guerra che un mondo nuovo, se fondato sul Vangelo, è possibile. Vogliamo quindi mettere a disposizione, come primo segno concreto, la nostra struttura di via Severina, il Rifugio Francescano, gestita dalle Suore della congregazione delle Figlie del Purissimo Cuore di Maria. D’intesa con la Caritas diocesana, a titolo completamente gratuito, mettiamo a disposizione delle mamme con bambini che arriveranno dall’Ucraina, 5 camere con servizi igienici indipendenti, per complessivi 14 posti letto. Caritas Perugia – Città della Pieve si occuperà della prima accoglienza dei profughi e dell’espletamento delle prime formalità burocratiche e sarà referente per le necessità di assistenza legale che nel frattempo potranno sorgere».
Intanto anche le Chiese dell'Umbria aderiscono alla colletta pro-Ucraina promossa dalla Cei e dalla Caritas italiana: hanno costituito un tavolo regionale per il coordinamento degli interventi, in rete con Caritas italiana, Caritas Europa e Caritas Internationalis, e sono impegnate a sostenere attivamente anche le locali associazioni degli ucraini per la raccolta di generi di prima necessità da inviare immediatamente nelle zone di guerra. Ogni Caritas ha inoltre attivato linee telefoniche dedicate all'emergenza umanitaria e chiede a chi ne ha la possibilità di segnalare abitazioni libere o altri spazi adeguati, che verranno ad aggiungersi ai centri di accoglienza diocesani già attivi.

LA CHIESA DI VIA CAPRERA
«Con il vostro aiuto noi ucraini, che stiamo difendendo il nostro Paese, siamo più forti e vinceremo questa guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare». Venticinque anni ancora non compiuti, nato a Vinnycja, al centro dell'Ucraina, lui attualmente in Italia, pallavolista di talento della Sir Safety Conad di Perugia, tutta la sua famiglia nel Paese martoriato dalla guerra: Oleh Plotnytskyi, si è unito all'appello di tanti sportivi ucraini che in questi giorni stanno chiedono la fine immediata del conflitto. Lo ha fatto anche facendosi promotore di una raccolta lampo lanciata in pochi giorni e subito appoggiata dai Sirmaniaci che ha consegnato nelle mani di don Vasyl Hushuvatyy, cappellano della comunità cattolica ucraina di rito bizantino, scatoloni pieni di medicinali, farmaci e beni di prima necessità, dal valore di circa 10mila euro, presto in viaggio in un furgone diretto a Kiev. Ma nella chiesa della Madonna delle Grazie è successo un altro piccolo miracolo, reso possibile dal cuore di Teresa, la bimba perugina che ha regalato un orso di peluche, pregando don Vasyl di consegnarlo «ai bambini della guerra». «Volevo regalarvi questo pupazzo da stringere forte forte quando avrete paura - ha scritto -. Così saprete che anche se non sono lì con voi e non vi posso abbracciare io vi sono molto vicina». A Perugia sono arrivate intanto circa una cinquantina di mamme: donne incinte, donne con bambini piccoli di sette mesi, un anno, due. Pronti a farsi abbracciare dalla solidarietà.

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