L'Umbria piace al cinema: tanti ciak contro la crisi. Si parte da Todi e Orvieto

Monica Bellucci, protagonista de "La Befana vien di notte 2- Le origini" sul set di Todi e Orvieto
di Antonella Manni
3 Minuti di Lettura

Umbria sempre più nel cuore del cinema italiano. Sono Todi e Orvieto le ultime città scelte per fare da sfondo ad un film: "La Befana vien di notte 2- Le origini" con Monica Bellucci. Ma, supportata anche dalla neonata Fondazione Umbria Film Commission presieduta da Paolo Genovese (che a Todi nel 2012 ambientò il film “Una famiglia perfetta”), la regione cuore verde d'Italia sembra essere sempre più amata dai registi del grande e piccolo schermo. Del resto i primi due bandi varati dalla fondazione umbra dedicata al cinema per oltre 2 milioni di euro stanno avendo il loro effetto. Tra questi c'è il finanziamento del documentario “Panico” che verrà girato a Spoleto e dedicato alla figura di Dario Argento ed il film “La donna per me” girato ancora a Spoleto a marzo scorso e diretto da Marco Martani. Lungo anche l’elenco di coloro che, nel corso degli anni, hanno scelto l'Umbria come scenario per le proprie opere. Oltre alla fiction “Don Matteo”, girata a partire dal 2000, prima a Gubbio e poi a Spoleto, a Bevagna è stato realizzato “Sara e Martin” in onda su DisneyChannel e Città della Pieve è stata base di “Carabinieri” dal 2002. Perugia invece, di recente, è stata protagonista per la mini serie su Luisa Spagnoli. Ma se Perugia, Gubbio, Spoleto e Bevagna sembrano essere oggi le città più utilizzate, Assisi è stata la prima nel 1911 ad apparire in una pellicola muta sulla vita di San Francesco, diretta da Enrico Guazzoni. A seguire la città serafica è stata protagonista in tutti i film sulla storia del Santo, da quelli di Liliana Cavani (1966 e 2014), al “Francesco” con Mickey Rourke e Helena Bonham Carter (1989) fino a “Fratello Sole, Sorella Luna” di Franco Zeffirelli (1972) girato anche a Gubbio, Terni e Castelluccio di Norcia. Nel 1933 il regista tedesco Walter Ruttmann, sceglie Terni per “Acciaio” mentre nel 1997 Roberto Benigni gira a Papigno il film premio Oscar “La vita è bella” sull'onda di un progetto (naufragato) che avrebbe voluto l'ex sito industriale centro importante di cinematografia. Spoleto, da parte sua, è stata set per oltre cinquanta film dal 1940 ad oggi, passando (solo per citarne alcuni) dalla produzione italo-tedesca "I pagliacci" con Beniamino Gigli ed Alida Valli, a "Vita privata" di Malle con Brigitte Bardot e Marcello Mastroianni, ambientato al Festival dei Due Mondi, a “Io e mia sorella” (1987) di Carlo Verdone, con Ornella Muti e Elena Sofia Ricci, e ai più recenti “Copperman” con Luca Argentero. Perugia diventa set per la prima volta nel 1953 per “Bufere” di Guido Brignone con Jean Gabin e Silvana Pampanini, nel 1966 è base per “Fumo di Londra” con Alberto Sordi mentre nel 1973 per “L’ultima neve di primavera”. Nel 1974 Dario Argento gira nel cimitero monumentale parti di “Profondo Rosso”, infine nel 2007 e nel 2011 è scelta per “Lezioni di cioccolato” 1 e 2 con Argentero. Gubbio, prima di essere set di Don Matteo, nel 1962 ha fatto da sfondo al film “Il segno del vendicatore”. Todi invece vede la sua prima volta nel 1973 con “Sette monache a Kansas City” di Marcello Zeani e nel 1996 nella tenuta Fiore Pupi Avati ambienta “L’arcano incantatore”. Lo stesso Avati dirige a Perugia nel 2005 “Ma quando arrivano le ragazze?”, omaggio a Umbria Jazz.

Sabato 24 Aprile 2021, 21:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA