Orvieto, Allevi si confessa a Strabioli: «La musica è la mia follia»

Sabato 25 Luglio 2020 di Monica Riccio

ORVIETO Il pianista, compositore, direttore d'orchestra e scrittore, Giovanni Allevi e l'attore, regista e conduttore televisivo Pino Strabioli saranno i protagonisti del primo grande evento dell'estate orvietana nel dopo Covid nell'incontro speciale tra Parole e musica, che si terrà  il 25 luglio, in piazza Duomo dalle 21.
Indagatore del profondo legame tra equilibrio e dis-equilibrio, del valore dell'energia creativa che si sprigiona nelle epoche di crisi, Allevi, con l'aiuto di Strabioli, affronterà i possibili percorsi che ci riserva il futuro, coinvolgendo il grande pubblico con il suo straordinario carisma e le note del suo amato pianoforte. Definito da molti come l'enfant terrible della musica classica contemporanea Allevi, 51 anni, originario di Ascoli Piceno, due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio Morlacchi di Perugia e in Composizione al Conservatorio Verdi di Milano, una Laurea con Lode in Filosofia, ha stregato con le sue note, e con il suo look (jeans, t-shirt e scarpe da ginnastica) milioni di giovani.
Musica, ma non solo, nella vita e nella carriera di Giovanni Allevi, come nasce lo scrittore e quanta parte ha questo aspetto nel bilancio dei suoi lavori?
«Sono dovuto diventare scrittore per mettere ordine ai pensieri. Il caso, il destino hanno voluto che mi trovassi al crocevia di forze opposte, in conflitto: da una parte la musica classica con la sua sacralità e la sua inevitabile tendenza a ripetere se stessa inalterata, dall'altra la necessità di innovare, di cambiare e di avvicinare quel linguaggio al presente. Ho sentito su di me proiezioni e aspettative collettive, nel fare l'una e l'altra cosa. Finché sono impazzito. E allora ho cominciato a scrivere».
Filosofia e Musica, due facce della stessa medaglia o due distinte anime di un Allevi che le miscela in perfetta armonia?
«Per il momento sono in preda ad una perfetta disarmonia! La Filosofia mi ha aiutato ad acquisire consapevolezza sullo straordinario momento storico che tutti stiamo vivendo: la transizione verso un nuovo rinascimento, una democrazia ed una libertà di opinione che non ha eguali nella storia. Mentre la Musica resta la mia dimensione di follia, il contatto con l'immaginazione senza alcun limite».
Orvieto ha scelto la musica di Giovanni Allevi per la ripartenza dei grandi eventi, quale è stata la sua ripartenza dopo il lockdown? Quali i suoi progetti futuri?
«Per prima cosa ho fatto una passeggiata sui Navigli a Milano, dove vivo, per recepire delle sensazioni. C'è una tenerezza nell'aria, le persone si sentono accomunate da una sventura lasciata forse alle spalle, c'è una umanità, diversa ma profonda. Mi attendono molti concerti, poi, a fine agosto, si apre un nuovo capitolo, con la pubblicazione di un mio libro di filosofia».
Un risveglio delle coscienze. Un mondo meno competitivo e più solidale. Cosa ci serve, o ci manca, per mettere in pratica tutto questo?
«E' già una realtà. Quante discussioni, arrabbiature, sul ruolo dell'Italia in Europa, quante speranze, entusiasmi, quanta solidarietà. Ci siamo svegliati tutti, siamo stati gettati nell'esistenza come direbbe Heidegger, per ricominciare a vivere più intensamente e scoprire il senso profondo del nostro essere al mondo».

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