Terni, infermieri in fuga dal Santa Maria: ora si punta agli interinali

Terni, infermieri in fuga dal Santa Maria: ora si punta agli interinali
di Sergio Capotosti
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Giovedì 11 Febbraio 2021, 08:30

Infermieri che lasciano i reparti e lavoratori interinali pronti a prendere il loro posto. Porte girevoli all’ospedale di Terni per il personale sanitario. Un vai e vieni di personale medico in un momento difficilissimo per il Santa Maria di Terni, alle prese con i continui arrivi di pazienti che si registrano dalle zone rosse dell’Umbria, dove il contagio corre a ritmo sfrenato.

Nel giro di pochi giorni si sono registrati quattro addii al Santa Maria. Due infermieri hanno lasciato l’ospedale di Terni per andare a lavorare all’Asl di Rieti, mentre un terzo si è di fatto licenziato. L’elenco delle partenze si aggiorna con la messa in aspettativa non retribuita per un anno di una Operatrice socio sanitaria (Oss). In attesa che si sblocchi il tanto atteso piano delle assunzioni, il Santa Maria è pronto a ricorrere ai lavoratori a chiamata, per tamponare tanto i continui addì che si registrano e quanto la cronica mancanza di personale. Venti infermieri, dieci Oss, quattro tecnici di laboratori e due tecnici di Radiologia.

Questi i lavoratori a chiamata che l’ospedale di Terni prenderà per sei mesi da un’agenzia interinale che ha vinto l’appalto indetto dalla Regione. Una gara da 4,3 milioni di euro suddivisa per quattro lotti, tanti quanti sono gli ospedali (Perugia e Terni) e le aziende sanitarie (Usl 1 e Usl 2) dell’Umbria. Personale sanitario interinale che entrerà in organico in questi giorni, sebbene la procedura di gara non sia stata ancora formalmente chiusa dalla Regione. Manca un ultimissimo passaggio, più formale che sostanziale, ma per il Santa Maria c’è la necessità di avere al più presto personale a disposizione. Per questo è stato fatto riferimento “all’esecuzione in via d’urgenza” per approvare l’operazione lavoro interinale il primo possibile.

Operazione da 620 mila euro, per i primi sei mesi, visto che c’è l’opzione per il rinnovo di altri sei mesi. “Attivabili nel caso in cui, all’approssimarsi della scadenza semestrale, non sia stato esaurito il fabbisogno massimo stabilito comprensivo dell’opzione di incremento del 50%”. Questa la condizione messa dal Santa Maria per il rinnovo di altri sei mesi. Un paletto che, in sostanza, non dovrebbe creare grani ostacoli al rinnovo, ma tutto dipenderà dalla variazione del fabbisogno di personale. Per il momento, però, si contano le partenze. Come quelle in direzione dell’Asl di Rieti, dove dal prossimo primo marzo prenderanno servizio due infermieri del Santa Maria. Entrambi sono risultati idonei all’avviso nazionale di mobilità e la la Direzione del personale dell’ospedale ha acconsentito alla loro richiesta di trasferimento. Un via libera non scontato, considerando che a parti invertite il Santa Maria si è visto negare più volte l’arrivo di professionisti da altre regioni, come aveva spiegato il direttore generale Pasquale Chiarelli nel corso dell’audizione fatta a Palazzo Spada poche settimane fa. Tra le partenze anche un infermiere che dovrà pagare di tasca sua il mancato preavviso, anche se solo per due giorni come è stato conteggiato dalla Direzione del personale. E per finire l’operatrice socio sanitaria che ha ottenuto l’aspettativa non retribuita per un anno.

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