Strage di San Giustino, l'ultimo messaggio alla mamma prima dello schianto

Strage di San Giustino, l'ultimo messaggio alla mamma prima dello schianto
di Walter Rondoni
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Lunedì 5 Dicembre 2022, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 08:36

SAN GIUSTINO L'ultimo messaggio, alla mamma, pochissimi minuti prima di morire. Su Whatsapp Luana ha informato a casa che il “diciottesimo” della compagna di classe era finito e che la serata sarebbe proseguita a Sansepolcro. Qualche chilometro più avanti l'appuntamento con il destino. «Non nomineremo il perito di parte in sede di autopsia, i genitori sono stravolti, non hanno più parole, non se ne fanno una ragione, né hanno intenzione di andare contro la ragazza al volante», fa sapere l'avvocato Eugenio Zaganelli. Forse non a caso era Natasha alla guida dell'auto impazzita dentro la quale ha trovato la morte insieme ai tre amici di sempre. Precisa ed affidabile sul lavoro, assidua frequentatrice della palestra, forse aveva pensato (forse era sta invitata) di mettersi al volante della Fiat Punto per “trasportare” l'intera comitiva. Anche se quella macchina era intestata al babbo del suo fidanzato Gabriele Marghi che le sedeva a fianco. Sui sedili posteriori Luana Ballini e Nico Dolfi, tra i quali pare ci fosse qualcosa più di una fortissima simpatia. Tre giovanissimi di 22 anni, Luana appena 17enne, per i quali il destino aveva deciso che non dovessero crescere, che non dovessero diventare “grandi”. Che i loro sogni, i loro progetti si infrangessero contro il pilone di un cavalcavia sulla vecchia “Tiberina 3bis” . Adesso, per loro, solo le lacrime e l'insostenibile dolore dei familiari che hanno deciso di celebrare esequie separate. Oggi, alle 14,30, l'ultimo saluto a Luana a Monte Santa Maria Tiberina prima della tumulazione nel cimitero locale; alle 15 i funerali di Nico nella chiesa dei Santi Maria e Giuliano di Riosecco a Città di Castello. Domani, all'obitorio del Santa Maria della Misericordia di Perugia, l'autopsia di Natasha. Solo dopo, plausibilmente mercoledì, insieme Gabriele affronterà l'ultimo viaggio. L'esame necroscopico, per il quale in giornata il pm Paolo Abbritti affiderà l'incarico dopo l'apertura del relativo fascicolo, è l'ultimo tassello per ricostruire il puzzle della tragedia insieme ai rilievi effettuati sul posto dai carabinieri di Città di Castello, coordinati dal luogotenente Fabrizio Capalti. Ma per individuare al di là di ogni ragionevole dubbio le cause del drammatico incidente, potrebbe rendersi necessaria anche la perizia tecnica della Punto. Nessun dubbio, invece, sulla dinamica. Dopo la festa di compleanno Natasha, Nico, Gabriele, Luana salgono in macchina. Sono quasi le una, piove. La strada è sdrucciolevole. All'uscita da una semicurva l'auto sbanda, le ruote di destra finiscono nella canalina di scolo dell'asfalto che diventa una trappola mortale. L'”effetto rotaia” impedisce a chi è al volante la benché minima manovra per sottrarsi ad una fine a quel punto ineluttabile. Il “crash” contro il manufatto in pietra e cemento è devastante. Il motore entra nell'abitacolo, distruggendo ogni spazio vitale. E' il dramma. All'arrivo dei soccorritori per i ragazzi non c'è nulla da fare. I vigili del fuoco del distaccamento tifernate “aprono” quella bara di lamiere accartocciate. Le pompe funebri portano i corpi alla morgue di Città di Castello. Quello di Natasha viene poi trasferito a Perugia per le incombenze di legge. Quando, nelle primissime ore di sabato mattina, la notizia invade il web inizia il pellegrinaggio degli amici, increduli e sbigottiti. Volti quasi di bambini che in un attimo sembrano essere cresciuti, trasfigurati da un evento che è sempre traumatico. Che diventa un macigno insostenibile quando coinvolge un amico, a maggior ragione se giovanissimo come te.

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