Il 30 luglio 2016 ci lasciava Anna Marchesini. Dalla sua città, Orvieto, poco o nulla per ricordarne la figura

Venerdì 31 Luglio 2020 di Monica Riccio
Il 30 luglio 2016, quattro anni fa, a 62 anni moriva a Orvieto, la sua città natale, Anna Marchesini. Ad annunciarlo, di prima mattina, fu il fratello Gianni, con un messaggio diffuso in rete. Gianni l'ha raggiunta in questo 2020 strano e per certi versi, irriverente. Forse lei avrebbe saputo renderlo meno amaro. La città accolse la notizia della sua morte come un fatto che non sarebbe mai dovuto accadere, qualcuno perfino pensò che Gianni scherzasse, ma quel qualcuno non aveva compreso in pieno il dolore di una famiglia, quella dei Marchesini, nati e cresciuti a Orvieto, e pure morti. 

Ci fu più risonanza fuori Orvieto, il mondo dello spettacolo, della televisione, la pianse come si piange una sorella buona e cara, a piangerla meno fu forse proprio la sua terra. Al funerale, che si svolse nella chiesa di Sant'Andrea, c'era poca Orvieto e tanta gente, c'era Gianni a vigilare che tutto si svolgesse nel migliore dei modi, c'erano Tullio Solenghi e Massimo Lopez, i colleghi a lei più vicini da sempre. 

Nessun messaggio, oggi, però a ricordarla, se non quello del consigliere comunale Gionni Moscetti, che si impegna a ricordarne al meglio la figura. Nessuna intitolazione, nessun pensiero pubblico per una donna che in fondo ha portato il nome di Orvieto, i suoi usi e costumi, il suo accento inconfondibile, i suoi personaggi, sui palcoscenici d'Italia e nelle case di tutti gli italiani. Si sarebbe potuto fare meglio e di più. 

“Sono così interessata, morbosamente ghiotta, obesa di vita, che mi interessa pure la morte, che di essa è il finale… e non è detto.” (Anna Marchesini)
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