I carabinieri Forestali scoprono bracconiere sul fiume Nera. Andava a caccia di istrici

Martedì 7 Luglio 2020
Un istrice
L’hanno scoperto con l’ausilio di una telecamera. Così è finito nei guai un settantaduenne ternano che aveva posizionato una gabbia/trappola, per catturare fauna selvatica. La trappola era stata posta su dei sentieri utilizzati dagli animali selvatici a ridosso del Fiume Nera, vicino alla fabbrica dismessa della ex Viscosa. La zona è particolarmente frequentata da cinghiali, istrici, tassi e volpi, infatti all’interno della trappola si notavano numerosi aculei di istrice evidentemente catturato in precedenza.
La trappola presentava una chiusura in rete elettrosaldata innescata in modo tale che, grazie ad una pedana basculante posta all’interno e azionata con il calpestio degli animali, si sarebbe chiusa a ghigliottina, lasciando intrappolato l’animale.
L’identificazione dopo accurate indagini: il settantaduenne ternano così è stato deferito all’Autorità Giudiziaria, per i reati di caccia con mezzi non consentiti, in periodo di divieto generale e all’interno di un’area protetta regionale, nonché del reato di tentato furto venatorio. Ora rischia la pena dell’arresto fino a un anno e sei mesi, un’ammenda fino a € 17.000, oltre alla reclusione fino a 6 anni e alla multa fino a € 1.032 . © RIPRODUZIONE RISERVATA