I bar ripartono coi tavoli: "Uno spiraglio di luce e ottimismo, ma il lavoro da remoto, ancora, ci penalizza"

I bar ripartono coi tavoli: "Uno spiraglio di luce e ottimismo, ma il lavoro da remoto, ancora, ci penalizza"
di Paolo Grassi
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TERNI - Tanto ottimismo in più, ma il lavoro da remoto che molti ancora svolgono, non permette, per ora, un ritorno ai regimi pre covid. Semplicemente, perché si lavora da casa e non  si sta nè in ufficio e nè in negozio, con la conseguenza che non si va al bar a fare colazione, un break, o un pranzo di pausa tra mattina e pomeriggio. Una cosa riscontrata, nel giorno della riapertura con i tavoli all'aperto, da diversi bar e caffè posti in centro città. La cosa viene confermata anche Alessandro Sani, gestore di un caffè di Terni, situato nella centralissima galleria di corso Tacito. Lui, nel suo esercizio, quando si è a pieno regine e in condizioni di normalità, è abituato anche a servire il pranzo e la cena, oltre a fare servizio bar. Nel primo giorno in cui si poteva di nuovo tornare a servire al tavolo (ma non ancora al bancone), ha avuto gli stessi clienti dei  mesi precedenti, esattamente quelli che venivano a prendere caffetteria, paste e altre bevande da asporto, andando poi via per consumare tutto altrove. "In loro - tiene comunque a precisare Sani - ho notato, però, più positività. E quando uso questo termine, lo uso nel senso buono. I nostri clienti, chiaramente, ci hanno fatto capire di essere molto più contenti nel prendere qualcosa al tavolo e passare un po' di tempi seduti insieme, piuttosto che venire, acquistare e portare via". Ma ammette pure che, sul piano degli introiti economici, le cose non sono cambiate più di tanto rispetto al periodo precedente al 26 aprile 2021. "Questo, proprio perché tante persone che lavorano in centro - spiega - sono ancora in smart working. Impiegati, commessi, bancari, o altri lavoratori di uffici, aziende ed esercizi che prima venivano da noi anche a pranzo, adesso lavorano da casa e, per ovvie ragioni, non vengono certo qui. Per tornare come prima, dunque, serve ancora pazienza. Per il futuro, tuttavia, io voglio essere ottimista. Diciamo che, intanto, ricominciamo a vedere uno spiraglio di luce".

Lunedì 26 Aprile 2021, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 18:06
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