Pozzo, la zona rossa tra rabbia e paura: «Viviamo l'assurdo»

L'ingresso della frazione di Pozzo è presidiato
di Luca Benedetti e Giovanni Camirri
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Domenica 29 Marzo 2020, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 10:15

GUALDO CATTANEO - La zona rossa dell’Umbria è dentro alla colline dove l’agricoltura è quella buona, dove se non c’è olio buono, c’è il Sagrantino e sotto Pasqua quello passito che vale tutto. Il paese te lo raccontano spettrale. Con un unico luogo dove si vedono anime vive che lavorano sodo per gli altri: piazza Verdi. Lì c’è il minimarket dove marito e moglie hanno la deroga per portare a casa la spesa ai paesani. Anche per loro un sabato speciale. Chi parla si morde la lingua e guarda il sole che sguincia in mezzo alla piazza, lì sulla piccola torre con l’orologio, la lapide ai caduti e tutta la semplicità del borgo antico e i suoi satelliti, Case Mattia, Vocabolo Castello, Malvano.
Ecco la zona rossa. I carabinieri, la polizia, la finanza, la Protezione civile. Tutti agli ingressi del paesino. Due accessi, quello da Ponte di Ferro e quello da Gaglietole. «Sembra che ci sia dentro Escobar, il trafficante di droga», racconta una ragazza al telefono. Ma lì dentro c’è un cluster di contagio che fa paura e che ha convinto la Regione e mettere nero su bianco l’ordinanza per la zona rossa venerdì pomeriggio. «Che rabbia, l’abbiamo saputo da un amico che ha chiamato dal Nord. Alle otto e mezza di sera noi non sapevamo». Non sapevamo è la frase della paura e della rabbia. Dal telefonino ai social, il passo è breve, le parole quasi le stesse. «Macché zona rossa, ma che conti hanno fatto? Siamo in seicento, mica in 400 come dicono. La percentuale è diversa». Chi parla non vuole il nome. Il paese ribolle, almeno lo raccontano così. Eppure chi guarda da non troppo lontano fa l’osservatore freddo e spiega: «Se l’hanno fatto è giusto così. Mi hanno chiamato gli amici, c’è agitazione, c’è tensione. Ma è il primo giorno». Già il primo giorno. I social sono da bollino rosso. A metà pomeriggio c’è chi se la prende con la Regione. Da una parte mette i numeri citati nell’ordinanza e i 21 positivi, dall’altra i soli 17 indicati per l’intero Comune di Gualdo Cattaneo nel rapporto su sito di palazzo Donini. «Non c’entrano quella festa che non c’è stata, non c’entra chi è rientrato dal Pesarese». «Qui ci conosciamo tutti. I casi sono nove. Sì c’è chi è in ospedale, ma forse hanno conteggiato anche chi a Pozzo ci viene ma abita in altri territori del Comune. Almeno due famiglie, positive, sono in questa situazione». Pozzo diventa il simbolo dell’emergenza. La zona rossa un colpo allo stomaco a chi non se la sente di essere additato chissà per che cosa. «Stiamo vivendo una situazione surreale. Venerdì-racconta una giovane del paese-hanno chiamato otto persone per fare il tampone. Li hanno chiamati alla Asl a Ponte di Ferro. Venite con guanti e mascherine, hanno detto. Ma non dovevano venire a casa?». Già i tamponi. Sembra che qualche risultato per Pozzo ancora balli nei laboratori. «Della zona rossa avevamo sentito parlare- raccontano in paese- ma per tutta Gualdo, non solo per noi. Magari la situazione poteva essere un po’ più difficile una decina di giorni fa. Ma adesso? Non capiamo». Ecco perché a Pozzo l’aria è pesante. Che Gualdo Cattaneo fosse sotto osservazione, lo sa il sindaco Errico Valentini che ha mandato un video messaggio cittadini: «È un momento che come amministratore non avrei mai voluto vivere, è un momento particolare in cui richiedo uno sforzo di solidarietà collettiva dove solo con uno scatto di orgoglio possiamo superalo tutti quanti insieme. «È da una settimana – dice il primo cittadino - che l’Asl e le autorità competenti hanno messo Gualdo Cattaneo sotto la lente di ingrandimento per il numero di casi. L’ordinanza della regione individua, dopo la relazione del commissario Usl2, una serie di casi per ragioni sanitarie devono essere contenuti. L’ordinanza prevede una serie di limitazioni alla libertà personale. Come comune insieme alla Regione abbiamo messo in campo tutte le forze per garantire beni essenziali per non creare problemi alla frazione. Si muove il sindaco, si muove anche l’opposizione con la capogruppo, Elisa Benvenuta: «Mercoledì scorso ho protocollato in Comune una segnalazione con la quale abbiamo fatto richiesta al sindaco di valutare l’assunzione di ogni provvedimento idoneo a fronteggiare l’epidemia e a contenere il contagi. Un’emergenza come questa non si fronteggia con messaggi rassicuranti, in cui si parla del nulla. Dobbiamo avere fiducia di chi assume questi provvedimenti con la doverosa ed imprescindibile ponderazione e valutazione. La dichiarazione di zona rossa di Pozzo rappresenta un duro colpo per tutto il nostro Comune, per tutta la nostra comunità. Adesso dobbiamo vincere la battaglia contro il virus, la guerra, questa, che si può vincere solo se noi tutti siamo rispettosi delle regole, adoperandoci con responsabilità e coesione. Non serve muovere accuse, andare in cerca di fantasmi o fomentare divisioni e odio».

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