Grande Guerra, dai futuri ingegneri
l'idea per ricordare i Caduti di Perugia

Nella foto gli autori e il progetto per un nuovo monumento a ricordo dei Caduti di Perugia nella prima guerra mondiale
di Riccardo Gasperini
PERUGIA - C’è chi ha disegnato una trincea verticale. Altri un percorso multisensoriale. Alcuni hanno giocato con i colori, l’effetto del vento o la tecnologia, inserendo luci led e pannelli multimediali. E i materiali? I più svariati, dal cemento alle colonne in vetro. L’unico vincolo, anzi l’unico filo comune è stato quello della memoria, del ricordo dei tanti soldati che dal 1915 al 1918 partirono per il fronte, senza più tornare a casa.
Cento anni dopo, dai ragazzi di oggi, i futuri ingegneri del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile-Architettura, arrivano dieci proposte per regalare alla città un nuovo monumento che ricordi più degnamente quei soldati. Ma non solo, perché i progetti, presentati giovedì 5 luglio alla sala della Vaccara, sono anche una base per la riqualificazione dell’area dove oggi c’è l’Ara Pacis, tra via Masi e via Fanti, monumento ai Caduti in tutte le guerre a due passi dal cuore dell’acropoli. Alla fine solo uno è stato scelto come progetto simboli, in Memore di Irene Arcano, Alessandro Moriconi, Simone Morosini e Alessandra Milito, e da “visione” potrebbe anche diventare un progetto esecutivo.
 
L'IMPEGNO PER LA MEMORIA «Sono quattro anni che perseguo questa idea, ed i ragazzi sono i partner ideali per attuarla», ha detto l’assessore Teresa Severini, intervenuta fra gli altri insieme ad uno dei docenti del corso, l’ingegner Paolo Belardi (Dipartimento ingegneria civile e ambientale). «Perugia – ha detto Severini - ha grande debito nei confronti di Caduti. Per una serie di motivi storici è finita per non avere un monumento. Era progettato nel parco della vittoria, ma non fu mai attuato».
"100 anni 10 idee 1 memoria". Si chiama così il concorso di idee che per gli studenti è stato una vera e propria esercitazione didattica. I progetti proposti «sintetizzano le attitudini compositive e le inclinazioni multimediali delle nuove generazioni in un ambito progettuale consolidato come quello dei monumenti celebrativi e in un tessuto urbano storico come quello dell’acropoli perugina, prefigurando nuovi spazi tra memoria e contemporaneità».

PROGETTO VINCITORE «L’idea è stata quella di rievocare i sentimenti dei soldati attraverso un percorso lapideo su due livelli…». Videoinstallazioni e un collegamento con il percorso della scala mobile, è stato “inMemore” (tutor ing. Simone Bori) il progetto che ha stregato la giuria di esperti composta, fra gli altri, dall’assessore Teresa Severini, Moreno Barboni (Accademia Belle Arti), Alessandro Campi (UniPg), Luigi Fressoia (Italia Nostra), Giovanni Tonti (ordine Architetti). «Ci ha colpito la penetrazione della città, il collegamento con le scale mobili, e la rievocazione in chiave contemporanea, con l’attraversamento della trincea».
 
GLI ALTRI PROGETTI “Il cielo sopra Perigia” (tutor ing. Luca Martini) di Eugenio Marionni, Leonardo Pieracci, Ilaria Rossi e Chiara Giuliani; “Storie fanno storia” (tutor prof.ssa Valeria Menchetelli, ing. Giovanna Ramaccini) di Sara Aglietti, Gregorio Tersini, Elena Tarpani e Chiara Cuccarini; “Fata Virtute Assecuti” (tutor arch. Carlo Possati) di Alexandru Ciubotariu, Leonardo Curia e Antonella Rosati; “I colori della memoria” (tutor ing. Simone Bori)  di Emilio Stranieri, Mark Angelo Allegrucci, Alessandro Castellani, Camilla Provvedi; “Attraverso i sensi” (tutor prof.ssa Valeria Menchetelli, ing. Giovanna Ramaccini) di Angela Angelucci, Chiara Monarchi, Martina Rancani e Roberta Scungiu; “Trincea verticale” (tutor ing. Luca Martini) di Francesco Cotana, Ludovica Lombardo, Chiara Spippoli ed Elisabetta Melloni; “Il grande silenzio ha vinto il frastuono” (tutor arch. Carlo Possati) di Riccardo Pisticchia, Giacomo Zausa, Matteo Ciambrusco e Agnese Guerrieri; “Lapis flens” (tutor ing. Simone Bori) di Paolo Durante, Francesco Mariani, Nicola Quintili e Luca Pacchiacucchi; “Memoria segnata” (tutor ing. Luca Martini)  di Marzia Mattioli, Eleonora Tomassini, Alessandro Zambotto ed Elena Pagliardini.
«E’ stato molto difficile scegliere - ha detto la commissione – perciò abbiamo voluto indicare anche un secondo e un terzo». Sono “Trincea verticale” e “Fata Virtute Assecuti».
Venerdì 6 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-07-2018 20:18

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