Intervista al leader dei Goodfellas
che hanno chiuso la prima serata a
colpi di swing: «Viva Perugia e Uj»

Domenica 9 Agosto 2020 di Michele Bellucci
PERUGIA - Nella prima notte di Jazz in August le note dei Goodfellas, conosciuti come “gangster of swing” e attivi da quasi 30 anni, hanno proposto un frizzante ed elegante repertorio. Il leader della formazione Stelio “Lucky” Lacchini, conoscenza di vecchia data di Uj e già molte volte sul palco di Piazza IV Novembre anche al fianco dell’americano Ray Gelato, ha voluto sottolineare il ruolo rigenerante della musica, capace di alleggerire la pesante situazione che stiamo vivendo e fondamentale oggi più che mai.

Mr. Lucky Luciano, cosa le resterà del concerto di venerdì?
Io a Perugia mi sento a casa, perché l’ho frequentata suonandoci per più di 20 anni e conosco tantissime persone. Ho suonato con la sensazione di stare tra amici. Ritornare in quella piazza poi è un’esperienza sempre meravigliosa… sebbene vedere più polizia che allo stadio mi ha fatto veramente impressione.

Cosa pensa di questa situazione?
Qualcuno mi deve spiegare perché se Bob Sinclar stipa 2000 ragazzini a Gallipoli senza distanziamento, in Piazza IV novembre possono assistere al concerto 300 persone e in tutto Corso Vannucci se ne possono far entrare 1200. Sono cose quasi impossibili da capire per chi come me è del mestiere: scelte legittime o non legittime, sono in ogni caso molto difficili da assorbire per chi ha fatto sacrifici finora, come tutti noi. Nonostante questo credo che su internet c’è polemica sterile, mentre dal palco di Jazz in August ho percepito solamente gioia.

Quindi la musica può davvero aiutare?
Certo! Io ero partito da casa per questa data con un leggero malessere, sono tornato stanco ma profondamente felice. La città e la gente mi hanno fatto star bene. Il bene della musica si fa applicando le stesse regole per tutti.

Cosa pensa di questa rassegna?
Credo che tutti lì stiano facendo un lavoro difficilissimo. Non potrò mai ringraziare abbastanza ogni componente dello staff perché lavorare così, per quelle 300 persone che si possono far stare sedute in platea, è una fatica inimmaginabile. Da parte mia un applauso a chi è andato giù a testa dura ed è riuscito a ottenere un grande risultato.

Quale risultato in particolare?
A parte me e gli altri musicisti che eravamo al settimo cielo perché è bellissimo tornare a suonare in una piazza, anche la gente che ho incontrato era entusiasta e chi mi ha scritto da lontano sarebbe voluta essere lì. Penso alle 10 persone che ballavano di lato al palco l'altra sera: quanta gioia può dare anche solamente questa cosa? Abbiamo bisogno di tornare alla vita e la musica ne fa parte, come la birra e il cappuccino, quindi è un segnale importante. Se tutti leggessero i commenti dei miei amici stranieri quando hanno visto le foto da Perugia…

Cosa hanno detto?
Sono musicisti americani, inglesi, tedeschi… in sintesi hanno scritto “vi invidio tanto, se la nostra amministrazione avesse avuto la stessa lungimiranza anche io adesso starei a suonare da qualche parte”. Anche gli artisti del jazz, visto quel palco montato, con una nota di nostalgia hanno pensato “che bello, come mi piacerebbe essere lì anche io”.

Però in cartellone ci sono solo italiani…
Sì, la trovo una scelta davvero lungimirante da parte di Carlo Pagnotta. La sua guida ferma e lucida è un vero miracolo! lo ammiro la sua caparbietà, la voglia di realizzare qualcosa di bello, la conoscenza e gli stimoli che non gli mancano mai. È sempre in prima linea. Ha messo sul palco dei giovani, cose divertenti, grandi artisti italiani… che dire se non evviva Perugia, Uj e Carlo! © RIPRODUZIONE RISERVATA