Gli artigiani ternani aspettano ormai da tempo la loro “cassa integrazione”. Sono allo stremo. La Cgil protesta

Lunedì 28 Settembre 2020
Anche a Terni i lavoratori dell’artigianato stanno ancora aspettando il Fondo di solidarietà bilaterale, ammortizzatore equiparato alla cassa integrazione “covid-19”. Le risorse stanziate sono state utilizzate per coprire i mesi di marzo e aprile, ma sono terminate ed i lavoratori sono senza l’integrazione salariale per i mesi di maggio, giugno e luglio.
Il fondo dell’ente bilaterale sta attendendo che il governo stanzi i soldi per coprire i giorni di sospensione rendicontati dai fondi regionali. I lavoratori artigiani, le cui imprese sono state colpite pesantemente dalla pandemia, hanno una difficoltà in più, visto l’insostenibile ritardo accumulato.

Nella provincia di Terni le 5000 imprese artigiane (il 23% delle imprese ternane ed il 22% di quelle artigiane Umbre), rappresentano una parte importante del tessuto delle imprese locali e spaziano dai settori della metalmeccanica tessile e chimica passando per quelli dell’alimentare e panificazione e della cura della persona, servizi e pulizia, fino a quello del legno, arredamento e costruzioni.   

Il dipartimento artigianato della Cgil di Terni ha analizzato i dati dell’artigianato nel biennio 2019/2020: “È evidente – osservano dal sindacato - l’impatto della pandemia sulle criticità storiche del settore. Per questo, in linea con quanto già fatto dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale, chiediamo lo sblocco immediato delle risorse per permettere al fondo FSBA ed all’ente bilaterale Ebrau di pagare le lavoratrici ed i lavoratori”.

“Le imprese artigiane sono circa un quarto delle imprese ternane e rappresentano un settore fondamentale dal punto di vista economico ed occupazionale – conclude la Cgil ternana – Per questo intendiamo avviare una capillare campagna di iniziative verso i lavoratori e le lavoratrici artigiane, partendo dalla informazione delle tutele e dei diritti collettivi e individuali a cui possono accedere”.
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