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Giustizia e Fase 3: meno udienze al giorno. Ecco cosa cambia per tornare subito in aula

Sabato 27 Giugno 2020 di Egle Priolo
PERUGIA - Gli avvocati bussano e il tribunale di Perugia risponde. In tre pagine il presidente Mariella Roberti ha infatti recepito – soprattutto in termini di preciso scaglionamento delle udienze - in tempi rapidissimi le richieste che l'Ordine degli avvocati hanno avanzato per rientrare in aula il prima possibile, contro una paralisi del sistema giustizia acuita dall'emergenza sanitaria che fa male ai cittadini e anche all'economia della regione.

Se il consiglio dell'Ordine presieduto da Stefano Tentori Montalto ha parlato della richiesta di «uno sforzo organizzativo fuori dal comune» per ritornare alla normalità già dal 30 giugno (come previsto da un decreto legge ancora non convertito) e di disponibilità dell'avvocatura a trovare soluzioni condivise, sul caso era intervenuto anche Domenico Benedetti Valentini, con Laura Modena membro con Consiglio giudiziario distrettuale. L'avvocato ha parlato di «situazione indignitosa, pregiudizievole per i cittadini e penalizzante per i professionisti». Attaccando soprattutto sulla modalità da remoto delle udienze e sollecitando «un ritorno alla presenza fisica e alla praticabilità delle sedi, perché la giustizia è una cosa troppo seria per essere equiparata a luogo da play station».
Ma la risposta del presidente Roberti abbassa ancora di più i toni in un momento in cui più che di polemiche c'è bisogno di collaborazione, come sostenuto dall'avvocatura. E le novità sono queste: si mantiene la trattazione virtuale, ma ibrida con i processi celebrati in presenza. Con regole precise da rispettare, ma le prime indicazioni (in attesa del testo definitivo della legge nazionale) sulla Fase 3 della giustizia si possono attuare già dalla prossima settimana. Il presidente Roberti ha infatti deciso di «coordinare l'anticipazione del termine della cosiddetta fase 2 nel settore giurisdizionale con l'ineludibile rispetto delle misure di distanziamento fisico e le ulteriori misure di cautela prescritte dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità».

Allora ecco le novità: «Per il settore civile ritengo quindi che il periodo inserito dalla legge di conversione consenta di utilizzare anche per l'intero mese di luglio 2020 i sistemi di trattazione scritta e quello di trattazione dell'udienza da remoto tramite il software Microsoft Teams nei casi nei quali, entro il 30 giugno 2020, sia stato adottato il relativo decreto di fissazione dell'udienza. Per gli altri procedimenti il giudice dovrà organizzarne la trattazione in modo da evitare assembramenti sia nella propria stanza/aula di udienza sia nei corridoi di attesa. A tal fine effettuerà un'adeguata programmazione con distanziamento orario dei procedimenti da trattare e contenendo al massimo il numero dei testi eventualmente da sentire».
Nel settore penale resta la trattazione da remoto per i casi previsti, ma «per tutti gli altri procedimenti i magistrati professionali e onorari, al fine di evitare sovraffollamento nelle aule e negli spazi adibiti all'attesa, sono invitati a organizzare le udienze limitando i processi da trattare in una stessa giornata a un numero che consenta un adeguato distanziamento temporale tra l'uno e l'altro, così scaglionando gli accessi nelle aule, limitando il numero dei testimoni ad un numero compatibile con il divieto di sovraffollamento revisionando, ove necessario, l'organizzazione eventualmente già predisposta anche nel corso della giornata».
«Sono consapevole delle incertezze e delle difficoltà che l'anticipazione al 30 giugno del termine della cosiddetta fase 2 potrà creare nella fase operativa – conclude il presidente - ma confido nelle capacità di ciascun giudice di bilanciare adeguatamente la concreta attuazione della modifica legislatica con l'altrettanto rilevante esigenza di rispettare e far rispettare le prescrizioni sanitarie funzionali a tutelare il diritto alla salute». © RIPRODUZIONE RISERVATA