Giano dell'Umbria, il Comune sfratta Frigolandia. Le opere di Andrea Pazienza, Scozzari e Tamburini presto senza casa.

Domenica 21 Giugno 2020 di Francesca Tomassini
GIANO DELL'UMBRIA Frigolandia sotto sfratto. Durante il lockdown, e precisamente l'11 marzo scorso, il Comune di Giano dell'Umbria ha fatto pervenire al presidente Vincenzo Sparagna un’ordinanza di sgombero. Unica possibilità di salvezza sembra essere rimasta nel ricorso al Tar. Altrimenti, il parco di circa due ettari che ospita uno dei più grandi archivi di riviste e fumetti italiani e non, e una preziosissima collezione di opere di artisti, da Andrea Pazienza a Filippo Scòzzari, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore  solo per citarne alcuni, si ritroverà deserto.
  Era il 2005 quando Vincenzo Sparagna, illuminato editore napoletano di stanza a Roma, decide di abbandonare la capitale e trasferirsi nel cuore dell'Umbria. E precisamente a Giano in provincia di Perugia, sul pendio di una collina e immersa nei boschi. Sparagna stipula con il Comune un contratto di affitto, con rinnovi automatici fino al 2045. 
Ritrutturata e rimessa a nuovo, l'ex colonia balilla diventa la sede delle redazioni di Frigidaire e Il nuovo Male, si organizzano mostre ed eventi. Frigolandia diventa una vera e propria Repubblica, un territorio dell'arte e della cultura di cui si può diventare regolari cittadini con tanto di passaporto cartaceo. 
Nel 2015 però, qualcosa si spezza. Il Comune contesta la regolarità del rinnovo automatico, sebbene previsto dall'accordo stipulato dieci anni prima e inizia a muoversi per estromettere l'ospite indesiderato. Fino all'ordinanza delle scorse settimane.
A fronte della volontà di liberare il proprio territorio da un patrimonio culturale di inestimabile valore, a livello internazionale esiste tutt'altro intento. Nel 2018, l'università di Yale ha infatti acquistato una parte considerevole dell'archivio di Frigolandia per metterlo a disposizione dei propri studenti. 
Per salvare Frigolandia e il suo tesoro di pubblicazioni, tavole, stampe, dipinti e opere d’arte di ogni tipo, nei giorni scorsi è partita una raccolta firme su change.org che sarà consegnata direttamente nelle mani del presidente Mattarella. 
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