Fontivegge, i residenti scoprono (e fotografano) un nuovo covo della droga

Fontivegge, i residenti scoprono (e fotografano) un nuovo covo della droga
di Egle Priolo
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Martedì 29 Marzo 2022, 14:16 - Ultimo aggiornamento: 14:17

PERUGIA - Risse continue, una ragazza presa a bottigliate e adesso quello che appare, nell'ipotesi migliore, come un nuovo ritrovo di balordi o un nuovo covo della droga, nella peggiore. L'allarme arriva, purtroppo, ancora da Fontivegge, da dove le segnalazioni sono insistenti e la pazienza dei residenti sempre definitivamente sfumata.

«È di pochi giorni fa la notizia di una nuova aggressione, sabato mattina, al termine di una festa finita in rissa alle prime luci dell'alba nei pressi dell'Afropub del Broletto - riassume Andrea Fais di Progetto Fontivegge, il gruppo di residenti più attivo della zona della stazione -. È solo dell'altroieri, invece, quella di una seconda rissa in via Campo di Marte, in un circolo ricreativo gestito da stranieri. Altri due episodi riguardano poi altre schermaglie violente nei pressi dell'ingresso della Coop e un tentativo di aggressione ai danni di un commerciante in via del Macello. Se le prime uscite notturne, favorite dall'aumento delle temperature degli ultimi giorni, producono uno scenario del genere, ci chiediamo cosa potrebbe accadere quest'estate, quando la sete e l'euforia aumenteranno». Una situazione, si capisce, ai limiti della tollerabilità per chi ha deciso di lavorare e (continuare a) vivere nell'area di Fontivegge. A cui ora si aggiunge, dopo uguali lamentele arrivate da via XX Settembre, la novità di uno strano via vai da e per la zona abbandonata dietro l'Inps. Se ormai quasi otto anni fa era stato smantellato il casolare della droga tra via Campo di Marte e via Canali, ricettacolo di sbandati, drogati e spacciatori, sembra che qualche disperato abbia già trovato un nuovo ricovero. Almeno a giudicare dalle persone viste scavalcare la recinzione per trascorrere la notte o fare affari lontano da occhi indiscreti, come conferma la foto pubblicata qui a fianco e inviata da un attento lettore. Tutto nel bel mezzo di palazzi e uffici pubblici, comprese le sedi dell'Agenzia delle entrate e della Regione Umbria, che avrebbero dovuto certificare invece l'interesse e la qualificazione del quartiere. Un altro cancro che rischia sempre di più di corrodere quel che resta lì intorno.
«Inutile girarci intorno: la situazione di Fontivegge è disastrosa – insiste quindi Fais -. Per onestà intellettuale ci sentiamo di ringraziare l'assessore Luca Merli e il consigliere Lorenzo Mattioni, che cercano di fare il possibile da quasi tre anni a questa parte, ma il bilancio politico complessivo dei quasi otto anni di giunta Romizi è palesemente fallimentare. La sicurezza e il decoro restano ancora lontanissimi ricordi perduti nei primi anni Novanta e se si esclude parzialmente lo skate park di piazza del Bacio, nessuno dei progetti di rigenerazione urbana ha fin qui funzionato». «Anni fa – ricorda ancora il membro di Progetto Fontivegge - avevamo avvisato lo stesso primo cittadino che senza prima mettere in sicurezza il quartiere con una vasta operazione di polizia, capillare e ripetuta nel tempo, sarebbe stato impossibile procedere ad una vera riqualificazione. Duole dirlo ma i fatti ci hanno dato ragione. Lo spaccio di droga è più forte che mai. Gli immobili continuano a svalutarsi, vanificando i sacrifici di una vita. L'orripilante urbanistica concepita attorno al progetto di Aldo Rossi, l'elevato volume di traffico e l'assenza di parcheggi continuano a fare del quartiere un'area di mero transito per i comuni cittadini e di bivacco per i balordi. Diverse attività lo hanno ben compreso e si sono trasferite altrove, malgrado i loro apprezzabili sforzi per cercare di contribuire al recupero del quartiere».

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