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Foligno, vertenza ex Antonio Merloni la beffa del Tfr: chiesti i soldi ai senza lavoro

Foligno, vertenza ex Antonio Merloni la beffa del Tfr: chiesti i soldi ai senza lavoro
di Giovanni Camirri
3 Minuti di Lettura
Martedì 21 Gennaio 2020, 18:50

FOLIGNO - Vertenza ex Antonio Merloni, ci sono importanti novità per i dipendenti cessati. La vicenda, di cui s’è occupata per la Cisl Olivia Stazi coordinatrice regionale degli uffici vertenze del sindacato. Ed è la stesa sindacalista a spiegare a Il Messaggero di cosa si tratta.
IL PUNTO
«Le procedure – spiega Stazi – riguardano i lavoratori cessati della ex Antonio Merloni che nel 2015, a seguito dell'intervento del fondo di garanzia e del fondo Tesoreria dell'Inps, si sono visti erogare gli importi previsti legati al trattamento fine rapporto, cioè il Tfr. Un ricalcolo delle spettanze ha visto l’Agenzia delle Entrate inviare agli ex dipendenti cessati richieste di pagamento per cifre variano, per i casi che abbiamo in trattamento, tra i 900 e i 2.300. La documentazione è regolare e i riconteggi che hanno poi portato alle ulteriori procedure dell’Agenzia delle Entrate per le richieste di pagamento risultano altrettanto regolari e sono calcolate sul reddito conseguito nei 5 anni antecedenti la cessazione del rapporto di lavoro con l'Antonio Merloni azienda sottoposta alla procedura concorsuale di Amministrazione Straordinaria. Ed essendo il Tfr un reddito a tassazione separata, nell'importo da pagare, inviato dall'agenzia delle entrate, non ci sono né sanzioni, né interessi. Come Ufficio Vertenze delle Cisl – prosegue - abbiamo voluto rianalizzare, insieme ai destinatari delle richieste di pagamento, l’intera documentazione che va oltre quella contemplata andando così a compiere verifiche approfondite alla ricerca di eventuali errori nel ricalcolo effettuato a monte. Abbiamo così potuto accertare che, nei casi fino ad ora trattati, le richieste di pagamento non devono avere seguito e così tanti ex lavoratori della Antonio Merloni, alcuni dei quali ancora oggi senza un lavoro, non dovranno sborsare denaro. E questo anche grazie alla competenza e alla disponibilità al confronto testimoniata dall’Agenzia delle Entrate di Foligno, sede cui ci siamo rivolti avendo come sindacato proprio in quella città una nostra struttura territoriale».
L’INVITO
«Ciò che vogliamo comunicare – dice ancora Stazi – ai lavoratori è un concetto semplice: prima di pagare vanno fatti approfondimenti e controlli molto profondi. La Cisl ha lo scopo di tutelare i lavoratori e proprio per questo li invita a non fermarsi all’evidenza, ma li sprona a esperire ogni tipo di verifica. Dopo gli accertamenti si può capire se non ci sia nulla da pagare, cosa che riguarda la maggioranza delle posizioni o se, ma si tratta di casi minori, ci siano somme relative da restituire trattandosi in quest’ultimo caso di contesti afferenti sgravi parziali. L’invito a verificare lo estendiamo anche a quanti hanno già pagato. Lo scopo è sempre quello di approfondire le carte per capire se si possa o meno chiedere un rimborso per le somme che dovessero risultare non dovute. I nostri uffici sono a disposizione di chiunque abbia dubbi o voglia approfondire la propria posizione in un contesto che potenzialmente interessa decine di lavoratori cessati della – conclude – ex Antonio Merloni».

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