Foligno, un nuovo drone della Sky Eye Systems (Gruppo Oma) per combattere gli incendi individuando focolai e dando supporto ai soccorsi

Foligno, un nuovo drone della Sky Eye Systems (Gruppo Oma) per combattere gli incendi individuando focolai e dando supporto ai soccorsi
di Giovanni Camirri
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Agosto 2021, 15:26

FOLIGNO - Incendi: un nuovo drone italiano per il controllo dal cielo. Il “Rapier” può individuare focolai e supportare i soccorsi Ha la forma di un piccolo aereo, decolla da una catapulta ed è in grado di volare per molte ore su boschi e foreste a rischio di incendio. E’ il “Rapier”, il nuovo drone ad ala fissa sviluppato dall’azienda Sky Eye Systems (gruppo Oma), che è in grado di individuare precocemente eventuali focolai, di supportare gli interventi dei mezzi antincendio da terra e dal cielo e anche di controllare h24 le aree pericolose o in fiamme. Il velivolo, pensato per le esigenze dei Carabinieri Forestali o dei Vigili del Fuoco, può essere infatti dotato di una serie di sofisticati sensori, dalle camere elettro-ottiche e infrarossi fino ad un mini-radar ad apertura sintetica (denominato “SkySAR” e sviluppato dalla stessa Sky Eye Systems, realtà che ha sede in Toscana,), capace di operare in condizioni di scarsa visibilità causa fumo e anche di notte. “Un solo ‘Rapier’, sia in versione ‘X-25’ che in versione ‘X-SkySAR’, posizionato baricentricamente in una delle regioni italiane, sarebbe in grado di intervenire rapidamente in qualsiasi area del territorio regionale e di fornire in tempo reale immagini e dati molto preziosi per affrontare efficacemente un incendio boschivo”, spiega l’ingegner Giovanni Fumia, responsabile marketing di Sky Eye Systems. “La scelta di un velivolo ad ala fissa, invece di un multirotore, consente di avere una velocità maggiore, di effettuare voli ad ampio raggio e di poter affrontare missioni di lunga durata”. Il “Rapier X-25” ha un peso massimo di 25 kg, che lo fa rientrare nella Classe Mini, un range operativo di quasi 100 km e un’autonomia da 6 a 16 ore a seconda della missione e del sensore imbarcato. Il peso inferiore ai 25 kg gli permette di essere utilizzato da un operatore senza brevetto di pilota. E’ stato già acquistato in due esemplari dall’Aeronautica Militare per missioni di sorveglianza e intelligence. La versione “Rapier X-SkySAR”, invece, ha un peso massimo di quasi 30 kg, che lo fa rientrare nella Classe Light, range operativo e autonomia simili al “Rapier X-25”, ma con in più il sensore radar ad apertura sintetica. E’ un sistema “dual use” e può essere anche impiegato in una serie di attività di tipo civile e governativo, tra cui ricerca e soccorso, sicurezza, aerofotogrammetria, monitoraggio di grandi infrastrutture, controllo ambientale e agricoltura di precisione. La società Sky Eye System è stata fondata nel 2017 da una iniziativa dell’ingegner Massimo Lucchesini, già amministratore delegato di Aermacchi e direttore operativo di Alenia Aermacchi, e dalla famiglia Tonti della Oma Foligno, che ne detiene la proprietà, per sviluppare una nuova famiglia di “Small Tactical UAS” (Unmanned Aerial Systems), piccoli droni tattici del peso compreso tra i 25 e i 50 kg.

© RIPRODUZIONE RISERVATA