Foligno, ragazzino caduto nel pozzo salvato dall'ex allenatore. Un miracolo reso possibile da sette vigili del fuoco

Foligno, ragazzino caduto nel pozzo salvato dall'ex allenatore. Un miracolo reso possibile da sette vigili del fuoco
di Giovanni Camirri
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Lunedì 9 Marzo 2020, 16:28

FOLIGNO - Uno, cinque, sette, dieci e tredici. e poi una grande sorpresa segnata da gioia e tanta commozione. Sono i numeri che riassumo il miracolo che è andato in scena a Sant’Eraclio di Foligno. Uno è il ragazzino caduto nel pozzo (profondo dieci metri), tredici sono i suoi anni, sette sono i vigli del fuoco del Distaccamento di Foligno che l’hanno salvato e cinque i minuti, praticamente un lampo, che consistono nella durata del salvataggio, un vero miracolo. I sette specialisti del 115, che ormai tutti chiamano “I Magnifici 7” della squadra che ha compiuto il miracolo sono il caporeparto Roberto Di Arcangelo e i vigili del fuoco Giuliano Rosi, Carlo Bruschi, Andrea Abbati, Mauro Finauri, Daniel Moroni, Edoardo Elisei.
L’INTERVENTO
A spiegare l’efficacia dell’intervento condotto a Sant’Eraclio è l’ingegner Daniele Sciurpa direttore antincendio e responsabile del Distaccamento Vigili del Fuoco di Foligno. «La squadra che ha operato - spiega Sciurpa - ha, come tutti i vigili del fuoco, una lata formazione e capacità d’intervento in emergenza. Ogni passaggio operativo è stato condotto puntando alla massima efficacia del risultato e il salvataggio è andato così in porto». Un salvataggio, quello del 13enne finito nel pozzo mentre stava giocando, che ii sette vigili del fuoco, ciascuno con uno specifico compito eseguito con modalità d’azione corale, è durato 5 minuti. Che letti così riassumono una velocità davvero da record. Ma analizzati nella complessità e nella delicatezza del momento sono stati lunghissimi. La macchina del soccorso ha funzionato e quando il ragazzino è stato riportato in superficie c’è stato un momento veloce, ma intensissimo, di grandissima emozione. Perché due degli specialisti protagonisti del miracolo quel 13enne lo conoscevano davvero bene. Il primo è il caporeparto Di Arcangelo, ex dirigente della società calcistica dove il ragazzino praticava il gioco del pallone. L’altro è il vigile dle fuoco Carlo Bruschi, lo specialista che s’è materialmente calato nel pozzo, e che è l’ex allenatore del ragazzino. Un lieto fine per una vicenda complicatissima che s’è risolta in 5 minuti grazie ai vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme al 118 e alla polizia locale. Fondamentale anche l’attività svolta dai sanitari del pronto soccorso del San Giovanni Battista. Una vicenda corale che ha visto una città, e le sue migliori eccellenze risolvere un caso complesso con un miracolo dei giorni nostri.

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