Foligno, oratori e covid-19 si lavora per la fase estiva con “Aperto per ferie/2”

Foligno, oratori e covid-19 si lavora per la fase estiva con “Aperto per ferie/2”
di Giovanni Camirri
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Venerdì 22 Maggio 2020, 17:19

FOLIGNO - Si chiama “Aperto per Ferie/2” ed è il progetto che interessa le attività educative ecclesiali come gli oratori. L’estate, infatti, si fa sempre più vicina e l’attività degli oratori parrocchiali è ferma, come molte altre attività, in forza delle disposizioni di contenimento del contagio covid-19 che contemplano l’obbligo di evitare assembramenti. “È ora possibile – viene spiegato dalla Diocesi di Foligno - orientare meglio il progetto “Aperto per ferie” che intende sostenere le attività educative ecclesiali, tradizionalmente svolte dalle parrocchie/oratori, dalle realtà legate alla vita consacrata e dalle realtà associative”. Il tutto ruota intorno ad un progetto che è stato diffuso su scala nazionale dalla Cei che ha proposto un aiuto a intravvedere le possibilità in questo tempo di pandemia per riprendere le attività di oratorio, offrire ai ragazzi un’esperienza educativa e sostenere le famiglie in questi mesi di ritorno a una vita sociale. Tutto prende le mosse dalla pubblicazione, il 15 maggio scorso, delle “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19” a cura del Dipartimento per le politiche della famiglia. Le Linee guida delineano un servizio di cui ultimo responsabile politico è il Comune, che deve autorizzare i progetti, in accordo con le autorità sanitarie. Il documento fa esplicito riferimento alle attività dei centri estivi, nominando anche gli oratori: dunque tutto ciò che riguarda i protocolli di sicurezza sanitaria va osservato in modo scrupoloso. Il secondo aspetto che emerge dalla lettura delle Linee guida riguarda il fatto che sarà possibile svolgere attività in presenza per piccoli gruppi (7-10 persone a seconda dell’età). È un aspetto importante che bisogna valutare con attenzione. C’è la possibilità che le attività si svolgano a rotazione negli ambienti dell’oratorio. Questo rimanda all’idea di “oratorio arcipelago” già scritto nel progetto: per rendere l’esperienza possibile a tutti i ragazzi è una buona idea fare riferimento non solo agli spazi dell’oratorio, perché praticamente per tutti vorrebbe dire spazi insufficienti. Sarà decisivo il dialogo con il proprio territorio per poter identificare gli spazi possibili per muoversi: le scuole, le biblioteche, i parchi pubblici (che però non potranno essere esclusiva delle attività dei bambini), le palestre, i centri sportivi, i centri polifunzionali…insomma tutto ciò che un territorio può offrire come spazio utile in riferimento al numero di persone che si pensa di coinvolgere. Altro tema sul tavolo è quello che riguarda gli adulti che devono accompagnare i bambini. Le Linee guida ammettono anche volontari opportunamente formati soprattutto alle norme di distanziamento sociale. Sorveglianza. Alla luce di queste e di altre indicazione resta difficile immaginare le gite e le escursioni così come sono state sempre fatte e non sarebbe da escludere l’idea di fare meno uscite per gruppi più piccoli. La bicicletta (magari in collaborazione con le associazioni sportive per l’accompagnamento in sicurezza) è una soluzione interessante.

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