Monsignor Boccardo: «Il ritiro del cardinal Bassetti perdita per tutta la Chiesa italiana»

Monsignor Boccardo: «Il ritiro del cardinal Bassetti perdita per tutta la Chiesa italiana»
di Giovanni Camirri
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Domenica 22 Maggio 2022, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 08:25

FOLIGNO - Crisi delle vocazioni, povertà e nuovi poveri. Sono solo alcuni dei temi affrontati ieri a Foligno nel corso di un confronto, coordinato da Riccardo Liguori responsabile della comunicazione della diocesi di Perugia e coordinatore della commissione regionale per le comunicazioni sociali Ceu. , tra la Conferenza Episcopale Umbra, con il suo presidente Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia insieme a monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle Diocesi di Assisi e Foligno, e monsignor Luciano Paolucci Bedini vescovo delle Diocesi di Gubbio e Città di Castello, e gli operatori dell’informazione. Una occasione in cui è stata anche annunciala nuova Assemblea ecclesiale regionale prevista per sabato 28 maggio proprio a Foligno che già la ospitò nel 2019. E s’è parlato anche del cardinale Bassetti. «Il ritiro del cardinal Bassetti – ha detto monsignor Boccardo - è una grave perdita per tutta la Chiesa italiana, anche se comprendiamo bene che abbia desiderio di un po’ di meritato riposo. In questi anni - ha aggiungo il prelato - il cardinale ha saputo interpretare al meglio i valori della Chiesa, offrendo sempre il suo generoso e accogliente contributo». Monsignor Boccardo non si è detto preoccupato dell'ipotesi che non venga nominato un nuovo cardinale a Perugia: «Una città che storicamente non vanta una tradizione cardinalizia e comunque Papa Francesco ci ha abituato in questi anni a non seguire la tradizione in tal senso, al punto che in Italia ci sono molte città importanti in cui non è presente la figura del cardinale». Di “continuità ecclesiale” attraverso la “sinodalità” ha parlato invece monsignor Sorrentino. “Il momento attuale – ha ribadito poi monsignor Boccardo -, che è un tempo di ripresa, deve muoversi nella fecondità della comunicazione che richiede un ascolto circolare in cui ci ascoltiamo gli uni e gli altri. Le relazioni devono essere alla base della vita comune. L’assemblea di sabato parte dall’ascolto, si svilupperà nella sistematizzazione per passare, andando verso il Giubileo, da ciò che si è ascoltato a come metteremo in atto ciascun elemento”.

LE EMERGENZE

“Tutte le 8 Caritas dell’Umbria – ha ricordato monsignor Boccardo – sottolineano come fino a poco tempo fa le persone in cerca di aiuto erano extracomunitari. Oggi c’è un incremento di comunitari e sono sempre più le famiglie umbre che bussano alla porta della Carità”. Passando poi all’altra crisi, quella delle vocazioni è ancora il presidente della Conferenza Episcopale Umbra a spiegare. “Oggi il seminario regionale di Assisi - ha detto monsignor Boccardo - ha 10 giovani e ci auguriamo che completino tutti il cammino del sacerdozio. La crisi delle vocazioni è un problema gravissimo che deve fare i conti con il numero dei preti che diminuisce. La crisi, però, non è delle vocazioni, ma è una crisi di risposta. Abbiamo oggi nelle famiglie un clima che permette ad un giovane di ascoltare e accogliere la chiamata? Non possiamo fidare su “manodopera” che viene dall’estero e che ringraziamo per quanto fa lasciando famiglia e luogo d’origine per vivere il sacerdozio in un altro luogo. Una chiesa che non produce i suoi preti è una chiesa malata, vuol dire che qualcosa non funziona. Serve una vera cultura – ricorda ancora – dell’ascolto. I giovani hanno bisogno di qualcosa di belli. Ma gli adulti rubano ai giovani ciò che è loro. E i giovani vivono un mondo virtuale,senza modelli, dove gli adulti fanno i giovani, e senza relazioni vere”. “Il Papa – ha detto monsignor Paolucci Bedini – ha sempre tracciato il bisogno di tornare ad un giornalismo autentico. Serve una buona comunicazione. Serve un buon ascolto. Un buon ascolto fa comprendere i fenomeni”. Intanto sull’Assemblea regionale di sabato 28 i vescovi umbri sottolineano come l’assemblea debba essere “un appuntamento di comunione e fraternità dopo la dispersione e la frammentarietà generata dalla pandemia”.

I DELEGATI

Quella di sabato 28 sarà una “assemblea qualificata”, cioè con massimo 25 membri per ogni diocesi, scelti anche tra quanti hanno preso parte all’assemblea 2019. Un invito rivolto in particolare ai membri dei consigli pastorali diocesani e ai responsabili di uffici diocesani, associazioni e movimenti. Anche stavolta l’incontro si terrà nella parrocchia di San Paolo Apostolo a Foligno. Un luogo unico e ampio, dunque, per sfruttare al massimo il tempo a disposizione e favorire il confronto intenso senza dispersioni. L’Assemblea inizierà alle 9 con l’accoglienza dei delegati e la preghiera. Alle ore 10, ci sarà l’intervento di monsignor Erio Castellucci – arcivescovo di Modena-Nonantola, vescovo di Carpi e vice presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) – sul tema “Quale ripresa? Per una sapienza pastorale dopo la pandemia”. Dopo una pausa di metà mattinata, si riprenderà con il dialogo con il relatore. Si proseguirà nel pomeriggio.

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