Foligno, furti nelle case: caccia ai ladri che si spostano in bicicletta

Giovedì 16 Gennaio 2020 di Giovanni Camirri
FOLIGNO - Caccia ai ladri che vanno a rubare in bicicletta. Può apparire assurdo ma sembra che, in attesa dei giusti riscontri, gli ultimi furti in abitazione compiuti a Foligno possano esser stati messi a segno da balordi che si spostano in bicicletta. Una condizione loro favorevole visto che Foligno è città nota per una vasta zona pianeggiante e la bicicletta è il mezzo principale per gli spostamenti. Quindi si da meno nell’occhio e ci si muove anche in maniera più agevole. Non c’è soltanto la potenziale nuova frontiera della bicicletta come mezzo per andare a rubare nelle case, ma cambia pure la tecnica. Perchè, stando a quanto risulta, l’azione tramite forellino alla finestra come modo efficace per aprirsi un varco nelle abitazione, pare sia stata soppiantata da una sorta di ritorno al passato che ora vive di una nuova e rigogliosa fase: lo scasso col cacciavite. Bersaglio sono sempre le finestra delle abitazioni posizionate sul retro o localizzate in un punto dell’immobile lontano dagli sguardi tanto dei vicini quanto dei passanti. L’ultimo episodio è avvenuto a Borroni, borgo a due passi dal centro storico e già periferia. In quella zona balordi ancora senza nome hanno forzato, aiutandosi con un cacciavite, uan finestra della casa presa di mira e una volta al suo interno hanno fatto manbassa di soldi, oro e preziosi. Insomma tutto quello che si può arraffare purché non occupi troppo spazio. Del bottino faceva parte anche un espositore contenente diversi orologi. Quel contenitore, evidentemente, causava ingombro e ii ladri l’hanno abbandonato in un terreno agricolo. A scoprire il furto sono stati gli stessi proprietari della casa razziata cui non è rimasto altro da fare che chiamare la polizia. Ed è stato proprio il personale della Squadra Volante del Commissariato, forte anche di una profonda conoscenza del territorio, ad individuare gli orologi abbandonati, a recuperarli e ad evitare, grazie alla loro individuazione, l’eventuale recupero di quella parte del bottino ad opera dei malviventi o di qualche malintenzionati. Sul punto, come sugli altri furti man mano denunciati, sono in corso le indagini del caso da parte delle forze dell’ordine. Indagini che, sostanzialmente, si muoverebbero su due filoni: uno esclusivamente locale e l’altro che ruoterebbe intorno alla possibilità di una batteria di ladri pendolari che, componendosi in base alle esigenze operative, viene da fuori territorio, compie i furti e poi torna verso la base. Accertamenti, come sempre accade, sono in corso anche per risalire ad eventuali canali di ricettazione verso cui potrebbe venir indirizzata la refurtiva preziosa rubata di volta in volta. © RIPRODUZIONE RISERVATA