Foligno, allarme polpette avvelenate: «Non si è più sicuri nemmeno quando si passeggia col proprio cane»

Lunedì 8 Marzo 2021 di Giovanni Camirri
Foligno, allarme polpette avvelenate: «Non si è più sicuri nemmeno quando si passeggia col proprio cane»

FOLIGNO - Nuovo allarme polpette avvelenate in un particolare zona della periferia di Foligno. A segnalare il caso, l’ennesimo del genere registrato nel tempo e in diverse aree del territorio, è un cittadino che è riuscito a salvare il suo cane quasi per miracolo. “Stavamo facendo una passeggiata – dice a Il Messaggero – quando mi sono accorto che il mio cane aveva morso un boccone trovato in terra. Sono riuscito a toglierlo da sua bocca e poi di corsa verso le cure. Stavolta è andata bene e il mio cane si sta riprendendo. È assurdo che non si possa avere più nemmeno la serenità di poter fare due passi insieme al proprio amato cane e vederlo soffrire. Non è giusto e queste cose devono avere un fine. Chi dissemina questi bocconi avvelenati è una persona, se così la si può chiamare, indefinibile e sicuramente crudele”. La polpetta incrimina è stata recuperata per capire cosa contenga. Come detto non è il primo caso del genere registrato sia nelle periferie sia a ridosso della fascia collinare. Episodi gravi che non sempre hanno avuto un lieto fine. Ci sono stati, infatti, casi in cui i cani sono morti. Nelle scorse settimane era stato segnalato uno specifico grave episodio col rinvenimento di pezzi di wurstel imbottiti di spilli. Chi li ha confezionati vuole davvero male agli animali che, con l’ingestione di quei bocconi killer, rischiano la morte attraverso dolori indicibili. Come si può covare tanto odio? E come non si considera che bocconi imbottiti di spilli o polpette avvelenate possono accidentalmente entrare in contatto anche con gli esseri umani con tutti i rischi immaginabili se si pensa ai bambini. Problemi che interessano non soltanto Foligno ma anche altre realtà comunali. Il Comune di Spoleto, il 24 febbraio scorso, aveva diramato una comunicazione ufficiale nella quale si legge, in materia di esche avvelenate, che: “Dalle testimonianze e dalle denunce è stata individuata l’area di Borgiano come possibile sito di abbandono di esche avvelenate. Altre segnalazioni fanno presumere che, esche e bocconi avvelenati, siano presenti anche nella zona di Pian della Noce, così come a Santa Maria in Campis. Si avvertono pertanto i cittadini della potenziale pericolosità delle aree in questione e si consiglia di tenere i cani al guinzaglio. Alla luce dei risultati delle analisi necroscopiche e tossicologiche, il Comune ha richiesto un’intensificazione dei controlli. Gli elementi acquisiti fino ad oggi sono al vaglio delle autorità competenti che, proprio in queste ore, stanno lavorando ad una serie di ipotesi per individuare i colpevoli”. Problematiche comuni, quindi, che raccontano come l’intolleranza e l’odio più profondo verso gli animali non abbia confini. A raccogliere le segnalazioni sono anche molti dei volontari che si occupano degli animali meno fortunati. Ma ci sono anche semplici cittadini che, come in quest’ultimo caso, non girano la testa dall’altra parte e per senso civico e per il profondo amore che li lega ai propri animali decidono di rendere pubbliche queste gravissime situazioni. La prevenzione si fa anche col passaparola utile pure a segnalare agli organi preposti presenze e contesti anomali così da consentire verifiche mirate. Non sarebbe poi male bonificare le zone dove maggiori sono le segnalazioni.

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