Foligno, è allarme abbandono gatti. Dall'Oasi Felina la proposta del microchip per i mici

Mercoledì 9 Maggio 2018 di Giovanni Camirri
FOLIGNO - E’ allarme abbandono gatti. A lanciare l’ennesima emergenza è Paolo Vetturini dell’Oasi Felina di Foligno. “Qui all’Oasi di via Caracciolo – abbiamo purtroppo registrato nelle ultime 48 ore due abbandoni di gattini. Nel primo caso s’è trattato di sei micetti di circa 4 mesi. Nel secondo, invece, si tratta di sei gattini appena nati, due dei quali purtroppo morti, abbandonati insieme alla loro mamma. Si tratta di un problema gravissimo sia perché questa Oasi Felina è già ai livelli massimi di accoglienza e perché del tutto fuori legge abbandonare animali. Abbiamo già oltre 100 ospiti ed altri non possono essere accolti. L’accoglienza è poi definita tramite precisi protocolli che prevedono un altrettanto rigidissimo iter da seguire. Se a ciò aggiungiamo il fatto che dare in affidamento questi splendidi animali non è cosa facile il quadro delle emergenze complessive si completa da solo”.  “Voglio poi ricordare a tutti – incalza Vetturini –che l’Oasi Felina è dotata di impianto di videosorveglianza e quindi chi abbandona i gatti rischia di essere ripreso. Quelle immagini, poi, faranno parte della denuncia che viene sporta in questi casi a carico di chi l’abbandono lo effettua pur sapendo di commettere un reato. Accertamenti sui gravi casi delle ultime 48 ore sono ovviamente in corso. Con l’avvicinarsi – ribadisce – della stagione estiva c’è il pesante rischi che questi gravi comportamenti possano crescere di numero”. Per far fronte al rischio di incremento di abbandoni, dall’Oasi Felina viene lanciata una proposta mirata a coinvolgere tanto i cittadini quanto le istituzioni. “Stiamo da tempo ragionando – dice ancora Vetturini – sull’istituzione di un tavolo tra istituzioni, associazioni e cittadini, per ragionare su due elementi. Il primo è quello di una intensificazione della campagna di sterilizzazione. Questo tipo di azione è fondamentale sia per il benessere degli stessi felini, sia per il contenimento della popolazione. L’altro elemento punta a creare una campagna di sensibilizzazione che porti al progetto di dotare anche i gatti di microchip. Ad oggi il microcircuito di riconoscimento non è obbligatorio peri felini domestici. Lo si può far innestare – dice ancora – in maniera volontaria. Se il tutto divenisse un obbligo si avrebbe una importante svolta. Si potrebbe risalire ai proprietari per le diverse necessità che questo tipo di individuazione comporta. Ma si potrebbe anche intervenire con una azione sostanziale – conclude – in favore della tutela dei gatti vaganti molti dei quali rischiano la vita essendo esposti, solo per fare un esempio, a potenziali investimenti da parte dei veicoli in transito”. Tante proposte, quindi, da portare al tavolo del confronto. Su tutte c’è la necessità di contrastare il gravissimo fenomeno degli abbandoni. Serve insomma un’azione di risveglio collettivo delle coscienze finalizzato a dare un segnale di civiltà che passa in questo caso per la tutela e salvaguardia dei felini. Su questo versante i volontari fanno già moltissimo. Ma serve davvero di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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