Fisco, nonostante il Covid più di un ricorso al giorno

Fisco, nonostante il Covid più di un ricorso al giorno
di Fabio Nucci
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Domenica 22 Maggio 2022, 16:45

PERUGIA - L’emergenza Covid e la conseguente “legislazione emergenziale” prevista hanno inciso anche sulle liti col fisco locale e nazionale. Rispetto al 2020, nella regione le commissioni tributarie provinciali e regionali dell’Umbria hanno infatti ricevuto il 30% di ricorsi in meno. L’ente impositore più “contestato” resta l’Agenzia delle Entrate che ha catalizzato il 43,7% dei ricorsi di primo grado, seguito da Regione e Comuni. In totale 447 “cause” di primo grado, più di una al giorno, secondo i dati del Ministero dell’economia e delle finanze(Mef). Nel 2021 la mole di nuove contestazioni tributarie è proseguita ma a un ritmo decisamente ridotto con 769 ricorsi pervenuti, 447 alle commissioni provinciali, 322 alla commissione regionale per gli appelli, con un gap di 340 istanze rispetto al 2020 che si era chiuso con 1.109 nuove liti sorte durante l’anno. «L’evidente contrazione annua dei nuovi ricorsi è frutto della legislazione emergenziale Covid-19, che ha in primo luogo inciso sulle attività di controllo degli enti impositori e su quella della riscossione dei tributi», spiegano i tecnici del Mef nell’ultimo rapporto trimestrale presentato. Il riferimento è, ad esempio, alla proroga delle scadenze relative alle attività di controllo e di riscossione da parte dell’Agenzia delle Entratee deglialtri enti impositori.

Tra le misure prese con l’emergenza sanitaria, figuravano, infatti, anche la sospensione delle notifiche per irregolarità che sono riprese solo gradualmente nel 2021. Nel quarto trimestre, infatti, c’è stata una netta ripresa dei ricorsi in commissione provinciale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: considerando l’ente impositore (una stessa domanda può interessare più soggetti), si è passati da 116 a 149 istanze in tre mesi. La riduzione complessiva registrata nel 2021 ha determinato uno sfoltimento delle pendenze tanto che nelle due commissioni provinciali, le pratiche giacenti sono quasi dimezzate, passando da 674 a 399, mentre gli appelli sono passati da 548 a 473 (-13,8%). «L’incremento delle decisioni registrato nel 2021 è correlato alla ripresa dello svolgimento delle udienze nel corso dell’anno e, quindi, delle definizioni, dopo l’elevato numero di provvedimenti di rinvio di udienze adottati nel 2020 in osservanza della normativa emergenziale». Tale ridimensionamento ha determinato anche una diversa “geografia” dellelititra glienti impositori.

L’autorità più contestata resta l’Agenzia delle Entrate,ma il peso sul totale dei ricorsi pervenuti nelle commissioni provinciali è passato dal 46 al 43,7% mentre è salita l’incidenza delle liti con Regione, Province e Comuni passata dal 28,6 al 39,6%. In numeri, nel 2021, si parla di 201 ricorsi alle Entrate, 182 agli enti territoriali, 38 all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (la ex Equitalia), 13 all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, 26 ad altri enti. In primo grado,ma sitrattadi undato nazionale,nel 16,3% dei casi la controversia si è risolta con un giudizio favorevole al contribuente, in un caso su due a favore degli uffici finanziari, l’11% con altri esiti, uno “zero virgola” con una conciliazione.

Quanto agli importi contestati, nel quarto trimestre 2021 i 142 ricorsi avevano un importo medio di 219.856 euro, terzo dato più alto d’Italia, mentre gli 85 appelli presentatipresentavano unvalore medio di 107.016,70 euro. Cifre diverse per i ricorsi definiti, 36.762,68 euro per i 58 in primo grado, 190.786,88 per i 41 conclusi in commissione regionale. Nel terzo trimestre sono state decise anche 20 istanze di sospensione dell’atto impugnato (cartella, avviso di accertamento, avviso di mora) 18 delle quali accolte. L’Umbria si distingue per l’elevato numero di istanze definite entro180giorni,parial95%.

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