Terni, la Guardia di Finanza
​chiude due gioiellerie

Terni, la Guardia di Finanza chiude due gioiellerie
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Domenica 28 Giugno 2020, 12:13

TERNI La Guardia di Finanza di Terni ha messo i sigilli a due gioiellerie che si trovano al centro commerciale “Le Fontane” e a quello di “Cesure”. Il blitz è avvenuto venerdì a seguito delle indagini portate avanti dal nucleo di polizia economico finanziaria, coordinato dal maggiore Andrea Longo. Indagini sulle due attività riconducibili ad un unico rappresentante legale della società che è stato denunciato alla procura della Repubblica di Terni per alcuni reati connessi all’abusivo esercizio dell’attività. Infatti i due negozi, che oltre a vendere preziosi hanno anche l’attività di compro-oro, sono stati chiusi per la violazione dell’articolo 127 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per l’assenza di una licenza valida obbligatoria che deve essere rilasciata dal questore di Terni.
Le indagini sono comunque destinate a proseguire anche nei prossimi giorni, sul piano amministrativo, con l’analisi di tutta la documentazione acquisita, ma anche su quello penale.
Le attenzioni si sono spostate sul ruolo del titolare delle due attività, un imprenditore laziale ,che avrebbe di fatto aperto le due attività senza le autorizzazioni necessarie. Ma le indagini puntano i riflettori anche sull’attività di compro oro. «L’attività di indagine - dicono dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Terni- dico è connessa agli obiettivi che prefettura e comando si sono dati, volti a prevenire possibili fenomeni di criminalità economica in relazione anche all’emergenza sanitaria in atto».
Dopo la chiusura causa Lockdown i compro oro sono stati presi d’assalto da tanti cittadini che hanno dovuto cedere i preziosi conservati nei cassetti. Nelle ultime settimane, infatti, sono aumentate a dismisura le persone che si rivolgono agli sportelli dei compro-oro. La ragione è facilmente intuibile: monetizzare anche i ricordi di una vita per far fronte alla crisi. 
Secondo le rilevazioni di uno studio fatto da una società che gestisce quasi 500 negozi in tutta Italia, dall’inizio di maggio nei punti vendita presenti in città rispetto a un anno fa l’incremento di accessi è di circa il 60 per cento. Un vero e triste boom.

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